Coronavirus, il mondo e la lenta uscita dall'emergenza
Il mondo tira il fiato, in attesa di un inverno che si spera sia l’ultimo dell’emergenza.
Il Covid ha rallentato la sua corsa. Se 2,7 milioni di casi e 46mila morti nell’ultima settimana sembrano tanti – dati dell’Organizzazione mondiale della sanità – sono in realtà circa la metà rispetto al periodo peggiore: la primavera, con l’immane ondata indiana. Quell’incendio non è rimasto senza eredità. Dal calderone di virus ribollente è saltata fuori la variante Delta, un ceppo del coronavirus due volte più contagioso del precedente Alfa (o variante inglese) e tre volte più del ceppo originario arrivato da Wuhan. La Delta, nonostante la fase di riflusso, non cessa di darci lezioni. Tre quelle in corso al momento. La prima: i vaccini da soli non bastano a frenare i contagi. La seconda: senza vaccini però si sta ancora peggio. La terza: chi prova a tenerla fuori dalla porta di casa è costretta a rinunciare. La prima campanella è suonata in estate prima in Israele, poi negli Stati Uniti, ora in Gran Bretagna, Paesi che hanno vaccinato presto e bene e poi si sono seduti sugli allori, riaprendo il Paese senza più distanze o regole come il Green Pass. Il compiacimento iniziale ha portato a una nuova fiammata dei casi, che si è spenta da un mese in Usa e Israele e sta iniziando solo ora ad attenuarsi nel Regno Unito. I vaccini, con un’efficacia in calo dopo circa sei mesi e creati con il virus di Wuhan nel mirino, non sono perfetti contro la Delta. Circa un vaccinato su quattro resta suscettibile al contagio. Ecco allora che il Regno Unito si è ritrovato con numeri di infezioni monstre – 51mila casi il 21 ottobre – non lontano dall’ondata record di inizio anno - 59mila il 9 gennaio – ma in media un decimo dei decessi: 1.820 il 20 gennaio e 223 il 19 ottobre. Peggio è andata all’Europa dell’est, regione tinta di colore più scuro nella cartina della pandemia tracciata dall’Oms. Russia e Turchia vengono immediatamente dopo la Gran Bretagna per numero di contagi. Si tratta di Paesi in cui i vaccini ci sono, ma non vengono usati. I vaccini nazionali prodotti da Mosca sono stati accettati dal 36% dei cittadini, e il Cremlino ha decretato una settimana di sospensione del lavoro per frenare i contagi. Stessa percentuale di immunizzati per la Romania, che ha reintrodotto il coprifuoco e chiuso le scuole per due settimane. È al 38% la Bulgaria, che ha introdotto il Green Pass tra le proteste dei cittadini e ha annunciato l’esaurimento dei respiratori. Dovrà mandare i malati in eccesso all’estero. La Lettonia (58% di immunizzati) è tornata al lockdown generale. La Polonia sta regalando o vendendo le dosi inutilizzante nonostante sia solo al 53% di copertura. I vaccini non saranno perfetti, ma combattere la Delta a mani nude ci rimanda ai ricordi più cupi della pandemia. Perfino la Germania (68% di vaccinati contro il nostro 77%), con un record di casi da maggio – 13mila al giorno in media nell’ultima settimana - dimostra che ogni punto percentuale, in fatto di immunità, conta. Anche chi credeva di restarne fuori, con la variante venuta dall’India, ha dovuto rivedere i suoi programmi. Della “zero Covid strategy” si sono fatti forti per un anno Paesi isolati come Australia e Nuova Zelanda. Ma lockdown ripetuti (Melbourne è rimasta deserta 200 giorni dall’inizio della pandemia) e tracciamenti capillari non sono riusciti a star dietro alla Delta. “Questo modo di vivere non è sostenibile” ha dichiarato il premier australiano Scott Morrison il 23 agosto, seguito dalla Nuova Zelanda. L’ultimo Paese risoluto a lottare fino all’ultimo virus è la Cina. Con 2,2 miliardi di iniezioni praticate, ha già immunizzato due terzi della sua popolazione. Ma i vaccini nazionali – gli unici utilizzabili – non raggiungono l’efficacia dei nostri. I 170 casi degli ultimi 17 giorni, con 3 morti da aprile, hanno spinto il regime a intraprendere un ulteriore sforzo: la costruzione ex novo di un centro per la quarantena a Canton da 5mila posti, per ospitare 14 giorni tutti i viaggiatori provenienti dall’estero. Perfino il cibo sarà servito loro da robot.
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