Usa, approvato maxi piano infrastrutture di Biden
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Washington - Lo scorso fine settimana il Congresso americano ha finalmente approvato ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 09, 2021 02:12 Europe/Rome
  • Usa, approvato maxi piano infrastrutture di Biden

Washington - Lo scorso fine settimana il Congresso americano ha finalmente approvato ...

in via definitiva uno dei punti chiave del programma elettorale del presidente Biden. Il “successo” democratico riguarda un pacchetto da oltre mille miliardi di dollari da destinare all’ammodernamento delle infrastrutture del paese, ma sembra in realtà una precoce capitolazione della Casa Bianca davanti alle forze moderate del partito e segna molto probabilmente la fine delle velleità di riforma sociale che avevano contribuito all’elezione di Biden appena dodici mesi fa.

Il percorso legislativo del nuovo provvedimento è stato a dir poco faticoso e la spinta decisiva all’approvazione era arrivata dalla clamorosa sconfitta del Partito Democratico in alcune elezioni locali martedì scorso.

Nello stato della Virginia, soprattutto, la vittoria del candidato repubblicano alla carica di governatore aveva scatenato il panico tra i leader democratici, che hanno intravisto un chiaro avvertimento degli elettori in previsione delle elezioni di “metà mandato” del prossimo anno.

Le ragioni dei risultati usciti dal voto in Virginia e altrove sono state in larga misura ricondotte alla paralisi del Congresso di Washington, incapace in questi mesi di mandare in porto una sola delle ambizione misure di “riforma” nell’agenda di Biden.

Ciò ha spinto i vertici del Partito Democratico a mettere in atto una serie di manovre nei corridoi del Congresso per arrivare in fretta almeno all’approvazione della legge più a portata di mano, quella appunto sulle infrastrutture. Anche quest’ultima, tuttavia, nella sua forma definitiva risulta decisamente ridimensionata rispetto ai piani iniziali, che prevedevano un pacchetto da ben 2.600 miliardi di dollari.

Questa proposta doveva procedere di pari passo con un’altra ancora più imponente e ancora in fase di discussione, relativa a un insieme di proposte che dovrebbero stravolgere in senso progressista il welfare americano. Questo secondo pacchetto, battezzato “Build Back Better Act”, valeva inizialmente 3.500 miliardi di dollari e include anche interventi diretti a combattere il cambiamento climatico.

Alla fine, la legge sulle “infrastrutture” è stata ridotta nel suo importo totale anche perché passata grazie a una manciata di voti repubblicani. La seconda, quella sulle “infrastrutture sociali”, si è anch’essa assottigliata a poco a poco, fino ad arrivare nella sua forma attuale a 1.850 miliardi di dollari, ma le probabilità che essa possa vedere la luce restano molto scarse.

Fino a poche settimane fa, Biden e i leader democratici alla Camera e al Senato avevano sposato le richieste dell’ala “progressista” del partito, i cui membri chiedevano garanzie sull’approvazione del pacchetto di riforme sociali prima di assicurare il loro appoggio a quello sulle infrastrutture. Su questo punto si è poi consumato un accesso conflitto dentro al Partito Democratico che riflette in sostanza il sostegno dei grandi interessi economici e finanziari per il provvedimento sull’ammodernamento di ponti, strade, ferrovie, porti, rete elettrica e altro ancora e la loro contrarietà a qualsiasi allargamento delle maglie del welfare USA.

In questa prospettiva e, vista la maggioranza risicata al Congresso, i due senatori “moderati” democratici Joe Manchin (West Virginia) e Krysten Sinema (Arizona), ovvero quelli che beneficiano delle maggiori sovvenzioni elettorali del business americano, hanno opposto una ferma resistenza e di fatto demolito l’agenda sociale di Biden e della sinistra del partito.

Tra promesse non mantenute e un evidente gioco delle parti, le misure che avrebbero dovuto dare un minimo di ossigeno alla classe media e ai lavoratori americani sono state cancellate una dopo l’altra dalla proposta in discussione, incluse iniziative che avevano generato un certo entusiasmo tra la base del Partito Democratico, come la concessione di un periodo di congedo parentale retribuito, la scuola materna gratuita e l’aumento delle tasse per corporation e redditi più alti.

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