Se la nuova Libia è quella di Gheddafi jr e Haftar
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(Pars Today Italian) –– A meno di sei settimane dal voto con cui la comunità internazionale spera di veder nascere una nuova Libia, sono soprattutto i protagonisti del passato a occupare la scena.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Nov 15, 2021 19:03 Europe/Rome
  • Se la nuova Libia è quella di Gheddafi jr e Haftar

(Pars Today Italian) –– A meno di sei settimane dal voto con cui la comunità internazionale spera di veder nascere una nuova Libia, sono soprattutto i protagonisti del passato a occupare la scena.

In queste ore, infatti, tutta l’attenzione è concentrata attorno alle candidature alle elezioni presidenziali di due uomini simbolo della travagliata storia libica: Saif al-Islam, il secondo figlio del dittatore Muammar Gheddafi, e Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che ha autosospeso le proprie funzioni militari proprio per poter correre alle elezioni. Se il primo ha presentato la propria candidatura domenica, il secondo dovrebbe farlo nelle prossime ore, in un clima che minaccia scintille. I “leader dei rivoluzionari di Al Zawiya”, nella Libia occidentale, hanno annunciato il loro rifiuto delle candidature dei “ricercati per la giustizia” Saif al-Islam Gheddafi e Khalifa Haftar. Un comunicato stampa firmato dai “leader e dai rivoluzionari della città di Zawiya - saggi, notabili, istituzioni della società civile e l’Associazione dei martiri e dei feriti” - minaccia di non aprire centri elettorali all’interno della città a meno che le elezioni non siano condotte “secondo una norma costituzionale concordata”. Le parti firmatarie chiedono lo svolgimento di “elezioni presidenziali e parlamentari oneste”, “in conformità con i principi e gli obiettivi della rivoluzione del 17 febbraio 2011 che ha rovesciato la schiavitù e abolito la dittatura”. Per quanto attesa, la discesa in campo di Saif al-Islam - ricercato dall’Aja per crimini contro l’umanità perpetrati sotto il regime del padre – ha spostato il baricentro del countdown elettorale. La sua ricomparsa, dopo dieci anni nell’ombra, ha prodotto scosse d’assestamento dagli esiti ancora incerti. L’Alta Commissione elettorale libica ha prima annunciato e poi cancellato su Facebook un post che bocciava la sua candidatura alla presidenza del Paese. “Di fronte all’attuale destabilizzazione e alla chiusura degli uffici a causa della candidatura di Saif al-Islam Gheddafi, la Commissione ha deciso di respingere la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali”, si leggeva nel messaggio rimasto online per circa cinque minuti sulla pagina Facebook ufficiale dell’organismo libico. Non è la prima volta che i social media manager dell’Alta commissione elettorale rimuovono un post. Lo scorso 2 novembre era stato cancellato un messaggio recante le 14 condizioni per candidarsi alle elezioni presidenziali. Il presidente della Commissione, Imad al Sayeh, aveva parlato in quella circostanza di un banale “errore”.

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