Retromarcia europea su Taiwan, per non irritare la Cina
BRUXELLES (Pars Today Italian) –– Malgrado i roboanti comunicati-stampa della delegazione dell’Unione Europea arrivata a Taiwan da Bruxelles dieci giorni fa per...
“difendere la democrazia dell’isola dall’aggressione della Cina comunista”, oggi Bruxelles ha prudentemente rinviato “a data da destinarsi” un piano riservato per migliorare i suoi legami commerciali con Taipei. In buona sostanza, l’Europa ha fatto marcia indietro su Taiwan, nel segno dell’incertezza interna su come bilanciare al meglio i legami con Taipei senza rischiare di irritare Pechino. Così, non è servita a molto nemmeno tutta la baldanza dichiarata pubblicamente dai 17 europarlamentari – italiani compresi – giunti a Taipei in visita ufficiale lo scorso 3 novembre, che alla fine si è - di conseguenza - sciolta come neve al sole; troppo rischioso di questi tempi ipotizzare di mettersi contro il gigante cinese. “Qua rischiamo di andarci di mezzo personalmente”, devono aver pensato, probabilmente spaventati dall’anatema biblico – divieto perenne di mettere piede in Cina, a Hong Kong a Macao e condanna penale a vita estesa a tutti i familiari - che Pechino ha lanciato qualche giorno fa contro chiunque sostenga l’indipendenza di quella che per i comunisti cinesi resta una “provincia ribelle”, da riunire alla “madrepatria” con le buone o con le cattive. Martedì l’ambasciatore cinese presso l’Ue, Zhang Ming, aveva avvertito un po’ tutti (e soprattutto gli europarlamentari che hanno visitato Taiwan, ai quali saranno fischiate le orecchie… ) che “qualsiasi tentativo di sviluppare relazioni ufficiali con le autorità di Taiwan non è accettabile perché viola le norme fondamentali delle relazioni internazionali”. “La questione di Taiwan riguarda gli affari interni della Cina”, ha detto Zhang in un webinar organizzato dall’European Policy Centre. “È una questione molto delicata, ma alcuni in Europa sembrano sottovalutare l’aspirazione del popolo cinese alla riunificazione completa del nostro Paese. Vorrei sottolineare che la posizione della Cina sulla questione di Taiwan è ferma e chiara. Tale posizione rimane invariata e non sarà mai modificata”.
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