Cina-Corea del Sud: riprende il dialogo strategico
Pechino - Il vice ministro degli Esteri cinese, Le Yucheng, e il suo omologo Sud-coreano, Choi Jong-kun, ...
hanno tenuto il nono dialogo strategico di alto livello tra i Ministeri degli Esteri di Cina e Corea del Sud, il 23 dicembre, per la prima volta da giugno 2017.
Le parti hanno concordato di cooperare su questioni quali la lotta alla pandemia di coronavirus, la promozione delle catene di approvvigionamento e industriali e il cambiamento climatico. Constatando i risultati positivi nello sviluppo delle relazioni Cina-Corea del Sud, Cina e Corea del Sud hanno affermato che il rapporto tra i due Paesi ha solide basi, un enorme potenziale e ampie prospettive.
Le e Choi hanno anche discusso della situazione nella Penisola coreana e degli sforzi per rilanciare i colloqui di denuclearizzazione con la Corea del Nord, attualmente in stallo. Come riferito da Reuters citando fonti Sud-coreane, le parti hanno anche parlato dei preparativi di Pechino per ospitare le Olimpiadi invernali del 2022 a febbraio. A tal proposito, Choi ha ribadito che Seoul spera che le Olimpiadi avranno successo senza elaborare sulla partecipazione dei funzionari sudcoreani. La presidenza della Corea del Sud ha affermato che non sta prendendo in considerazione la partecipazione a un boicottaggio diplomatico guidato dagli Stati Uniti delle Olimpiadi di Pechino. A tal proposito, il 24 dicembre, il Giappone è stato l’ultimo Paese ad unirsi a tale iniziativa sulla base di preoccupazioni per la situazione dei diritti umani in Cina.
L’incontro del 23 dicembre è avvenuto in un momento delicato in quanto Taiwan ha presentato una protesta per la revoca da parte della Corea del Sud di un suo invito spedito a settembre alla ministra del Digitale Audrey Tang a parlare virtualmente a una conferenza a Seoul, la scorsa settimana. In seguito all’accaduto, il ministero degli Esteri di Taipei ha definito “rude” la cancellazione della visita di Tang da parte della Corea del Sud e ha convocato l’ambasciatore de facto della Corea del Sud per esprimere il proprio disappunto. Un funzionario della presidenza di Seoul ha dichiarato che gli organizzatori dell’incontro hanno annullato l’invito in linea con “i nostri principi diplomatici, non a causa della Cina”, per poi aggiungere: “La nostra posizione rimane invariata sul fatto che continueremo a promuovere relazioni economiche e culturali non ufficiali con Taiwan e scambi pratici attraverso di esse”.
Pechino considera Taiwan parte integrante del territorio nazionale in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Pechino ha cercato di isolarla diplomaticamente all’estero, intensificando le pressioni per affermare le sue rivendicazioni di sovranità.
Seoul sta cercando di mantenere un equilibrio tra gli Stati Uniti, che sono il suo principale alleato militare, e la Cina, il più grande partner economico della Corea del Sud. In tale quadro, sempre rispetto alla questione taiwanese, il 2 dicembre, in occasione del “Security Consultative Meeting”, tra USA e Corea del Sud, nella dichiarazione congiunta di fine incontro è stata sottolineata “l’importanza di preservare la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan” per la prima volta. La menzione dello Stretto di Taiwan nella dichiarazione congiunta rispecchierebbe il linguaggio utilizzato per la prima volta dal presidente sudcoreano Moon Jae-in a maggio quando ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Washington.
Il 28 novembre scorso, il Pentagono aveva pubblicato una revisione globale del posizionamento militare del Paese, la Global Posture Review (GPR), che richiede un’ulteriore cooperazione con alleati e partner per scoraggiare “potenziali aggressioni militari cinesi e minacce dalla Corea del Nord”. Tra le iniziative previste vi è la decisione di stanziare permanentemente uno squadrone di elicotteri d’attacco Apache e il quartier generale della divisione di artiglieria in Corea del Sud. La Corea del Sud già ospita circa 28.500 soldati statunitensi le, U.S. Forces Korea (USFK). I militari di Washington sono presenti nel territorio Sud-coreano dalla Guerra di Corea, combattuta dal 1950 al 1953, e non hanno lasciato il Paese a causa della “minaccia coreana”.
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