Russia: le dichiarazioni di Putin e l’appello di Yanukovych
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MOSCA (Pars Today Italian) –– Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha annunciato, il 7 marzo, che né i soldati di leva né i riservisti saranno coinvolti nell’ “operazione russa in Ucraina”, ovvero nella guerra avviata da Mosca il 24 febbraio.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Mar 08, 2022 19:29 Europe/Rome
  • Russia: le dichiarazioni di Putin e l’appello di Yanukovych

MOSCA (Pars Today Italian) –– Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha annunciato, il 7 marzo, che né i soldati di leva né i riservisti saranno coinvolti nell’ “operazione russa in Ucraina”, ovvero nella guerra avviata da Mosca il 24 febbraio.

Il giorno successivo, l’8 marzo, il Cremlino ha pubblicato una nota ufficiale in cui ha riportato le parole di Putin. “Vorrei sottolineare che i soldati di leva non partecipano e non parteciperanno alle ostilità e non ci sarà alcun ulteriore richiamo di riservisti. Solo il personale militare professionista può risolvere i compiti assegnati”, si legge nel comunicato. Intanto, l’agenzia di stampa filogovernativa TASS ha reso note le parole pronunciate dall’ex presidente ucraino, il filorusso e antieuropeo Viktor Yanukovyc, deposto a seguito del colpo di Stato del 18 febbraio 2014. “Voglio fare appello a Volodymyr Zelensky in modo presidenziale e anche un po’ paterno”, ha scritto Yanukovych. “Potresti sognare di diventare un vero eroe! Ma l’eroismo non è ostentato, non si tratta di combattere fino alla morte dell’ultimo ucraino”, ha affermato l’ex leader. “Capisco molto bene che avete molti consiglieri, ma siete obbligati a fermare lo spargimento di sangue e raggiungere un accordo di pace ad ogni costo. Questo ci si aspetta da voi in Ucraina, nel Donbass e in Russia. Il popolo ucraino e i vostri partner in Occidente le saranno grati”, ha concluso Yanukovych. In precedenza, il 7 marzo, era stato riferito che l’ex presidente si trovava a Minsk, proprio mentre le due delegazioni russe e ucraine si incontravano nella città bielorussa di Brest per il terzo round di colloqui. Anche il 2 marzo, l’intelligence ucraina aveva fatto sapere che Yanukovych si trovava nella capitale della Bielorussia. Tra gli scenari possibili analizzati dagli esperti, chiave è quello in cui si prevede che il Cremlino possa tentare di dichiarare l’ex leader presidente nella capitale bielorussa. “Le informazioni ricevute indicano la possibile preparazione, da parte del Cremlino, di una sorta di operazione di informazione o di azione sul ritorno dell’ex presidente Yanukovich in Ucraina o la pubblicazione di un appello a suo nome al popolo ucraino nel prossimo futuro”, ha scritto la suddetta testata. In effetti, quanto riferito il 7 marzo conferma l’analisi di pochi giorni prima dei servizi di sicurezza ucraini. In tale cornice, è importante ricordare che, tra le motivazioni che avevano spinto i cittadini, principalmente dell’Ucraina dell’Ovest, a richiedere la rimozione di Yanukovich, vi era la chiusura del percorso europeo avviato precedentemente. Nello specifico, l’accordo di associazione ucraina con l’Unione Europea doveva essere ratificato alla fine del novembre 2013. A fine mese, il governo aveva annunciato la sospensione del processo di approvazione dell’accordo proponendo, invece, la formazione di un organismo tripartito comprendente Ucraina, UE e Russia per affrontare le questioni relative al commercio e allo sviluppo. La pressione russa nell’allontanamento di Yanukovych dal patto con l’UE era evidente. Il dietrofront dell’esecutivo ha prodotto un immediato contraccolpo popolare: il movimento Euromaidan. Il 30 novembre 2013, il  segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, l’oligarca Andriy Klyuyev, aveva autorizzato le autorità antisommossa, armate di manganelli, a reprimere con la forza i manifestanti di Euromaidan.  Il ricorso alla violenza si è ritorto contro l’esecutivo, facendo scendere nelle strade di Kiev centinaia di migliaia di persone. Dopo quasi tre mesi e la morte di oltre un centinaio di manifestanti, l’amministrazione di Yanukovych è crollata e lui, insieme ad altri membri della famiglia, è fuggito in Russia.

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