Ucraina, nuovo piano d'attacco, fallito
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KIEV - La tanta propagandata operazione militare dell'esercito ucraino contro l'esercito russo sulle terre che sono passate di recente sotto il controllo ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 31, 2022 01:12 Europe/Rome
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KIEV - La tanta propagandata operazione militare dell'esercito ucraino contro l'esercito russo sulle terre che sono passate di recente sotto il controllo ...

delle truppe di Mosca è stata del tutto fallimentare. Solo nei primi due giorni dell’operazione ordinata da Zelensky nel sud del paese, l’Ucraina ha subito perdite consistenti di uomini e mezzi. I bombardamenti ucraini, cominciati nella serata di domenica con armi fornite da Washington e in larga misura diretti contro edifici civili, sono stati accompagnati da un movimento di truppe in svariate direzioni, con l’obiettivo principale la città e la regione di Kherson.

I dati giornalieri diffusi dal ministero della Difesa russo, anche se probabilmente in una certa misura gonfiati, restano la fonte più vicina alla verità per quanto riguarda la situazione sul campo e per la sola giornata di lunedì hanno fissato a oltre 560 il numero dei militari ucraini uccisi durante una “tentata offensiva miseramente fallita”. Sempre secondo i vertici militari russi, nello stesso giorno le forze armate di Mosca avrebbero distrutto, tra l’altro, 26 carri armati, 23 veicoli da combattimento, nove blindati e abbattuto due caccia Su-25. Il bilancio si è poi aggravato ulteriormente martedì fino ad arrivare a 1.200 morti tra le fila di un’inadeguata forza d’urto ucraina. Kiev avrebbe riconquistato una manciata di villaggi nelle mani dei russi, ma questi ultimi sembrano avere ripreso il controllo di almeno alcuni di essi. Dello sfondamento oltre le linee russe di cui qualcuno ha parlato non si è vista in definitiva nemmeno l’ombra.

Il Cremlino e molti commentatori indipendenti hanno definito la “controffensiva” ucraina più “virtuale” che reale, ma se le consistenti perdite descritte dalla Russia corrispondono al vero è evidente che la risposta di Mosca è dovuta ad attacchi relativamente imponenti da parte di Kiev. Anche nella più ottimistica delle ipotesi, la manovra ucraina, preparata grazie all’afflusso di armi da Europa e Stati Uniti, può essere di natura esclusivamente tattica e molto difficilmente determinerà quel cambiamento decisivo nell’andamento del conflitto propagandato da settimane.

Il regime di Zelensky e i suoi sponsor intendono sfruttare l’illusione di un rilancio militare ucraino fondamentalmente come operazione di facciata a uso e consumo dell’opinione pubblica in Occidente e nella stessa Ucraina. Fingendo di mostrare le capacità di riconquistare il territorio perso a favore della Russia, il regime di Kiev punta cioè a ottenere ancora più armi e aiuti finanziari, mentre per i governi europei e degli USA si tratta in parte della necessità di gettare fumo negli occhi delle proprie popolazioni, alle prese con le gravissime conseguenze economiche di un conflitto sempre più impopolare, totalmente evitabile e impossibile da vincere.

È comunque impensabile che Kiev abbia deciso di inaugurare la “controffensiva” a Kherson senza l’appoggio o la collaborazione effettiva dell’intelligence e dei militari occidentali presenti sul campo. Questo fatto ribadisce l’assenza di scrupoli dei governi che manovrano Zelensky, i quali, retorica a parte, intendono continuare a utilizzare l’Ucraina, la sua popolazione e i suoi soldati come carne da macello nel confronto strategico con Mosca.

Ciò che resta della capacità ucraina di resistere alle operazioni russe dipende ovviamente dal flusso di armi e denaro proveniente da Occidente e, in particolare, dagli Stati Uniti. L’amministrazione Biden ha fatto sapere settimana scorsa di avere predisposto un nuovo pacchetto di “aiuti” militari da tre miliardi di dollari. A seconda delle stime, il totale dall’inizio della guerra dovrebbe arrivare a circa 53 miliardi. Questa cifra si avvicina addirittura all’intero budget militare di molti importanti paesi, come Francia o Giappone, ma proprio l’assenza di progressi significativi a fronte di una così ingente infusione di armi mette a nudo la drammaticità delle condizioni del regime di Zelensky.

A ben vedere, i numeri propagandati in questi mesi corrispondono solo in parte alla quantità di equipaggiamenti militari effettivamente messi a disposizione delle forze armate ucraine. A questi, oltretutto, vanno sottratte le armi e i mezzi già distrutti dall’artiglieria russa, spesso ancora prima di essere impiegati in battaglia. Clamoroso era apparso soprattutto lo stanziamento annunciato a maggio di 40 miliardi di dollari, rapidamente ratificato dal Congresso di Washington. Ma in quel caso come poi in seguito, i dettagli del mega-pacchetto USA diretto a Kiev rivelavano una realtà più sfumata.

Svariate analisi indipendenti avevano evidenziato infatti che, dei 40 miliardi promessi, nemmeno 20 erano destinati alle necessità militari immediate dell’Ucraina. Il resto era suddiviso in varie altre voci, tra cui il finanziamento del contingente militare americano in Europa e aiuti “umanitari”. Lo stesso vale per il più recente stanziamento da tre miliardi. La testata on-line Politico, riconducibile alla galassia dei media allineati alla propaganda USA, ha spiegato che questa somma non rappresenta un nuovo esborso, ma rientra in una delle voci in cui era suddiviso il precedente pacchetto da 40 miliardi.

 

 

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