Agenzia di stampa russa: "l'Occidente dietro recenti disordini in Cina"
MOSCA - Un'agenzia di stampa russa ha riferito che l'Occidente è dietro i recenti disordini in Cina.
Nel fine settimana in diverse città della Repubblica Popolare Cinese tra cui Pechino, Shanghai, Urumqi e Wuhan centinaia di persone sono scese in strada per protestare contro la tattica di azzeramento del Covid-19 attuata dal governo.La vicenda che ha innescato le proteste è stata la morte di dieci persone in un palazzo di Urumqi, nel Xinjiang. Su Internet si è rapidamente diffusa la voce secondo cui le barriere applicate alle struttura in quarantena non avrebbero consentito loro di fuggire. Di qui le manifestazioni sul posto, a Shanghai in Wulumuqi lu (Via Urumqi) e poi in altre città, dove le persone per evidenziare la censura hanno esposto dei fogli bianchi privi di scritte.
Diversi rapporti hanno riferito che gli attuali disordini sono stati scoppiati in seguito ai "messaggi inviati sui social media come Telegram" che invitavano le persone a unirsi alle "rivolte". Alcuni analisti sottolineano che i paesi occidentali sono coinvolti nella proteste.
A inizio novembre, Pechino aveva introdotto delle misure per allentare parzialmente la tattica zero-Covid. Tuttavia, in diverse parti del paese le autorità locali hanno continuato a mantenere alta la soglia di attenzione alla luce del recente aumento dei contagi. Aumento che in alcune città ha determinato l’ennesima imposizione di lockdown mirati.
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