Povertà in Italia, nuovo governo e Reddito di Cittadinanza
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ROMA - Secondo gli ultimi dati dell’Istat sulla povertà in Italia ci sono 5,6 milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta e 1,4 di queste sono minorenni.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 07, 2022 06:57 Europe/Rome
  • Povertà in Italia, nuovo governo e Reddito di Cittadinanza

ROMA - Secondo gli ultimi dati dell’Istat sulla povertà in Italia ci sono 5,6 milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta e 1,4 di queste sono minorenni.

Questa condizione di estrema povertà è in aumento anche tra gli stranieri residenti dove si arriva al di sopra di 32% del totale. La povertà assoluta è stabile, ma ai massimi storici: tocca circa 2 milioni di famiglie che non dispongono delle risorse economiche sufficienti per vivere. Tra questi, 1 milione e 500mila di minori. A costoro si aggiungono altri 8 milioni che riescono solo a coprire l’indispensabile. Ci sono dunque 14 milioni di italiani in stato di povertà e si prevede che nel 2023 se ne aggiungeranno altri 700.000. Ebbene, 14 milioni di poveri su 60 milioni di abitanti, indicano che circa il 25% della popolazione è in povertà. Il lavoro? A quelli che lavorano, paghiamo i salari più bassi d’Europa. Questo senza voler enumerare chi, dopo i cinquant’anni, viene espulso dal ciclo produttivo mentre gli si allontana ulteriormente la pensione. Troppo vecchi per lavorare e troppo giovani per andare in pensione: come se ne esce? E’ il fallimento di un modello.

Intanto in Italia il gas fa segnare un aumento pari a circa 14% rispetto al mese precedente. Una famiglia italiana spenderà 1740 euro all'anno di gas e 1782 di elettricità. Quindi, un nucleo familiare spenderà 3500 euro all'anno tra gas e corrente elettrica. L’inflazione, che supera il 10%, determinerà un ulteriore aumento del costo della vita, dato che essa si rivela come una autentica patrimoniale a danno dei poveri. Tutto questo stride con la dimensione della ricchezza nazionale, che vede il PIL all’ottavo posto nel mondo su 186 recensiti.

Per i critici, il nuovo governo, che è arrivato con lo slogan “è finita la pacchia”, avrebbe dovuto muoversi subito con soluzioni ponte e prospettiche per riequilibrare un simile affronto sociale, premessa e conseguenza di un deficit grave di democrazia. Ma il primo atto dell’esecutivo di ultra destra è stato il decreto di proroga per tutto il 2023 delle forniture - secretate - di armi a Kiev. Si dice che il Reddito di Cittadinanza non favorisce la ricerca di un lavoro. Peccato che il lavoro non c’è. Abbiamo il 7,9 di disoccupazione ed il 21% di disoccupazione giovanile. E si tenga conto che molta dell’occupazione - per numero di ore lavorate, precarietà della relazione lavorativa e salari percepiti - non può essere considerata piena occupazione.

Dunque?Il Reddito di Cittadinanza è stato, ad oggi, l’unico possibile ammortizzatore sociale sganciato dall’occupazione precedente. Si badi bene, lo strumento implementato dai 5 stelle non è solo difesa delle fasce più disagiate della popolazione frutto di una lettura “populista”. La stessa Unione Europea, in un report dello scorso mese, raccomandava di non abolirlo, perché è risultato un ammortizzatore sociale capace di contenere il baratro verso il quale la crisi economica determinata da pandemia, speculazione sulle materie prime e guerra sta portando il Paese.

Senza il reddito di cittadinanza, padroni e padroncini potranno tornare alle vecchie passioni, pagando 3 o 4 Euro l’ora le prestazioni degli addetti, che oggi sono invece liberi di rifiutare in presenza di una alternativa che li sottrae ai ricatti del padronato. Ricorderete le polemiche di quest’estate, quando i gestori di stabilimenti balneari e ristoranti, come di altre attività, lamentavano l’insuccesso nella ricerca di personale, salvo poi omettere che si offrivano tempi di lavoro asiatici e salari africani a fronte di profitti europei.

Eliminare il reddito di cittadinanza è il più grosso favore che si possa fare agli esercenti ed alle piccole, medie e grandi aziende. La differenza tra un governo che cerca la coesione del tessuto sociale e un governo che non capisce ma obbedisce, sta tutta qui: nella celebrazione delle mance e nell’ideologia caritatevole quale strumento perequativo, questo governo fatto di incompetenti e impresentabili trova il suo humus. Crede ad un rapporto di lavoro tra datore e impiegato basato sul principio di schiavitù.

 

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