Parlamento europeo, inchiesta su corruzione: coinvolti 4 italiani
BRUXELLES - Quattro italiani sono state fermati a Bruxelles nell’ambito di un’indagine della giustizia belga su una presunta organizzazione ...
criminale che si sarebbe infiltrata nel cuore delle istituzioni europee in cambio di grossi quantitativi di denaro ricevuti dal Qatar. Tra gli indagati, come hanno riportato il quotidiano belga francofono Le Soir e la rivista belga in lingua olandese Knack, l’ex eurodeputato italiano del gruppo Socialisti e Democratici Pier Antonio Panzeri, il neoeletto segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc) Luca Visentini, l’europarlamentare socialista greca Eva Kaili, vicepresidente del Parlamento europeo, un collaboratore parlamentare, ex assistente di Panzeri nonché compagno della stessa Kaili.
La vicenda getta ombre sulle attività che il governo del Qatar avrebbe tentato di svolgere nel Parlamento europeo per ripulire la sua immagine nell’organizzazione dei Mondiali di calcio. Cercando magari di influenzare i vari dibattiti sul tema dei diritti umani promossi dall’Eurocamera, che, oltre alla discussione in plenaria, ha tenuto anche un’audizione in sottocommissione diritti umani del ministro del Lavoro del Qatar, Ali Bin Samikh Al Marri. La vicenda, che si è arricchita di dettagli con il passare delle ore, potrebbe essere destinata ad allargarsi, mentre si è già aperto il dibattito politico nell’Emiciclo di Bruxelles. Il gruppo S&D si dice “sconvolto” e pronto a collaborare, chiede un’indagine approfondite e “tolleranza zero nei confronti della corruzione”. La vicenda potrebbe approdare alla plenaria della prossima settimana a Strasburgo, come richiesto dalle delegazioni della Lega e del Movimento Cinque Stelle. Quest’ultimo chiede anche le dimissioni di Kaili da vicepresidente.
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