Italia: A Roma la truffa corre sulle strade
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ROMA (Pars Today Italian) –– Un rumore improvviso tra i clacson, un segno sull'auto, la richiesta di soldi contanti e il portafogli alleggerito...:
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 02, 2023 16:24 Europe/Rome
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ROMA (Pars Today Italian) –– Un rumore improvviso tra i clacson, un segno sull'auto, la richiesta di soldi contanti e il portafogli alleggerito...:

la truffa dello specchietto torna prepotente a colpire dopo due anni di strade semi-deserte causa restrizioni anti-Covid. Così accanto alla Roma violenta – omicidi, accoltellamenti, il Far West alla Stazione Termini, settimane di sangue e paura -  riemerge la costante della microcriminalità sulle strade.  Nella Capitale ostaggio delle auto private (ci sono più vetture che patenti) il traffico diventa un prezioso alleato per i malviventi. “Occorre sempre ricorrere all'assicurazione anche per danni piccoli. La parola ‘assicurazione'   - spiega all'AGI, il maggiore Fabio Manzo comandante della compagnia carabinieri di Roma Eur - blocca immediatamente qualsiasi tentativo di truffa. Poi in caso di qualsiasi dubbio è necessario chiamare il 112 in modo che possano intervenire le forze dell'ordine”. Intanto emergono nuove modalità di raggiro. “Ad esempio – racconta il maggiore – vengono mostrati cellulari, tablet ma anche orologi danneggiati che sarebbero caduti dal finestrino a causa di una manovra azzardata della vittima individuata”. Una sorta, dunque, di ‘truffa dello specchietto 4.0' che sfrutta l'avvento delle nuove tecnologie. “E' importante precisare  - continua il comandante dei carabinieri di Roma Eur – che ci sono diverse modalità di truffa: dalla più classica, simulando il contatto tra le due vetture fino al lancio di bulloni, sassi o l'utilizzo di carta vetrata per creare un segno nella vettura della vittima. Non viene preso di mira solo lo specchietto. Ma spesso vengono colpiti i punti ‘ciechi' della vettura, come la fiancata nel lato destro posteriore, dalla parte del passeggero, dove il conducente ha meno visuale”. Berline, monovolumi, familiari, coupé, suv: la truffa si modella con la tipologia di vettura. Ogni auto ha il suo punto ‘debole' (quello meno visibile dal guidatore) e non ci sono vittime prescelte. Ma cambia la richiesta per il (finto) risarcimento.  La ‘media' del bottino  - secondo le ultime denunce presentate - è di alcune centinaia di euro. Chi scende da un'auto di grossa cilindrata dovrà sborsare (presumendo che abbia più contanti a disposizione) una cifra maggiore rispetto al conducente di un'utilitaria. L'habitat dell'inganno è dunque il traffico. E a Roma i malviventi banchettano.

 

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