Turchia/ dopo golpe: Ankara ammette "errori"
Ankara - Per la prima volta la Turchia ammette che nelle purghe del dopo-golpe potrebbero essere stati commessi degli "errori".
Questo mentre Ankara continua ad esprimere con forza la sua insoddisfazione con la Germania per avere impedito al suo presidente, Recep Tayyip Erdogan, di parlare ai suoi sostenitori che domenica hanno inscenato una manifestazione a suo favore a Colonia.
Il significativo cambiamento di tono di Ankara, è stato espresso da due alti responsabili governativi che hanno convenuto che nella estesa epurazione lanciata a seguito al fallito golpe militare del 15 luglio, fortemente criticata all'estero, potrebbero esserci stati degli "errori".
"Se ci sono stati errori, li correggeremo", ha detto il vice primo ministro Numan Kurtulmus, riferendosi alle "pulizie di primavera" dei sostenitori del predicatore in esilio Fethullah Gulen - accusato da Ankara del fallito colpo di stato - ha toccato l'esercito, la magistratura, l'istruzione e mezzi d'informazione.