Sicilia, le basi militari degli Usa e della Nato - 1
ROMA (Pars Today Italian) - Le basi Nato sono presenti sul territorio italiano dal 1949, anno di sottoscrizione del Patto Atlantico, ....
contestualmente alla presenza di basi americane sull'Italia , dopo gli accordi tra Stati Uniti e Italia, in cambio di aiuti alla ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Si moltiplicano in Sicilia i cantieri di guerra progettati e ordinati dai generali e dagli ammiragli a capo del Pentagono e della NATO. Nell’Isola convertita in una piattaforma bellica avanzata del Mediterraneo, sono stati avviati milionari progetti di potenziamento delle due principali infrastrutture militari ospitate, la NRTF – Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi (sede di uno quattro terminali terrestri del MUOS – Mobile User Objective System, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitari della Marina degli Stati Uniti d’America) e la Stazione aeronavale di Sigonella, centro di incommensurabile portata strategica delle forze armate USA, NATO e nazionali.
Per la Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi, stazione di radiotrasmissione realizzata all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta” nell’ottobre del 1991, il Comando di US Navy ha richiesto alla Regione siciliana il nulla osta per eseguire “lavori di manutenzione straordinaria” che in verità lasciano presupporre ad un suo ampliamento infrastrutturale e delle funzioni e che, comunque, avranno pesanti impatti dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
“Per l’installazione dipendente dall’U.S. Naval Air Station Sigonella sono previsti progetti di ripristino delle condizioni di sicurezza del versante meridionale dell’area in cui sono installate alcune antenne per le comunicazioni del MUOS; la rimodulazione dell’intero sistema di regimentazione delle acque meteoriche per risolvere i problemi di erosione superficiale; interventi di ingegneria naturalistica volti a mitigare il dilavamento dei pendii”, si legge nella relazione predisposta da Aecom URS Italia SpA, la società di Milano incaricata dal Genio della Marina Militare statunitense per l’Europa, l’Africa ed il Medio Oriente.
Sempre secondo Aecom URS Italia l’area in cui sono state installate le parabole del sistema di telecomunicazione satellitare evidenziano la “scarsa efficienza del sistema di raccolta e smaltimento delle acque piovane”, il “collassamento della sottostante scarpata”, il “danneggiamento dell’impianto di illuminazione che incide sulla terza antenna del MUOS”, a riprova dell’inidoneità idrogeologica del territorio scelto per un sistema che si caratterizza per l’alta pericolosità delle emissioni elettromagnetiche, come avevano inutilmente denunciato gli attivisti e gli scienziati NoMUOS.
Nel cuore della riserva naturale sono previsti lavori di sbancamento su un fronte di circa 157 m per una larghezza di circa 7,50 m; la realizzazione di una recinzione di circa 2,44 m di altezza composta da una rete metallica ed offendicoli con tre linee di filo spinato”; la riparazione delle strade di viabilità interna in terra battuta; il ripristino dell’impianto di illuminazione su pali metallici; la predisposizione di una nuova linea di TV a circuito chiuso; l’inserimento all’interno del piazzale MUOS di un nuovo edificio prefabbricato in struttura metallica di 112 mq ed un’altezza di 3 m, che sarà prevalentemente utilizzato come ufficio di supporto per l’area.
“Si stima che si avrà un’eccedenza di materiali da scavo pari a 460 m3; a questi si aggiungeranno circa 90 m3 di materiale proveniente dalla rimozione degli asfalti della rampa di accesso”, si legge ancora nella relazione di Aecom URS Italia. “Al fine di valutare l’impatto acustico potenzialmente generato durante le fasi realizzative dell’intervento (all’incirca 18 settimane), è stata effettuata una valutazione previsionale dei livelli sonori. Quello ricavato per il periodo diurno (6:00-22:00), valutato in corrispondenza della recinzione perimetrale esterna, è pari a 79 decibel”. Un inquinamento sonoro insostenibile per l’avifauna e i mammiferi che ancora vivono o nidificano nella riserva stuprata dalle forze armate USA.
Come se ciò non fosse abbastanza, all’interno della facility militare sono previsti altri rilevanti progetti infrastrutturali: la riparazione della strada e della recinzione perimetrali; la risistemazione dell’ingresso principale; la riparazione della viabilità interna. “Tali interventi sono tutti oggetto di iter autorizzativo separato dal presente, già completato”, spiega l’azienda lombarda incaricata da US Navy per ampliare la stazione di Niscemi, una delle più importanti al mondo per trasmettere le informazioni d’intelligence e gli ordini per la conduzione delle operazioni di guerra, primi fra tutti quelli destinati ai sottomarini nucleari in immersione e, nel caso del MUOS, agli “utenti mobili” (sistemi missilistici, cacciabombardieri, droni, portaerei e unità navali, mezzi subacquei, reparti terrestri, ecc.).
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