Sicilia, le basi militari degli Usa e della Nato – 2
ROMA (Pars Today Italian) - Nonostante nessuno ne parli, NAS Sigonella e la base “dipendente” di Niscemi hanno assunto un ruolo chiave nei piani di supremazia nucleare degli Stati Uniti d’America.
Dopo aver fatto nel corso degli anni ’80 da base di arrivo, supporto e manutenzione dei missili Cruise con testata atomica installati nel vicino aeroporto di Comiso (Ragusa), nel 2018 è entrata in funzione a Sigonella la Joint Tactical Ground Station (JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di “pronto allarme” per l’identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. “La Joint Tactical Ground Station è il principale sistema di US Army per integrare ed espandere le capacità di allarme, attenzione e pronta informazione sui Missili Balistici da Teatro (TBM – quelli con gittata compresa tra i 300 e i 3.500 km) ed altri eventi tattici che interessano il teatro operativo”, spiega il Pentagono.
Dal maggio 2001 è operativa nella grande base aeronavale siciliana anche una stazione terrestre del sistema di telecomunicazioni in alta frequenza High Frequency Global Communications System (HFGCS) dell’Aeronautica militare USA. “L’HFGCS è costituito da 14 installazioni militari presenti in territorio USA e all’estero; esso supporta i lanci spaziali, le operazioni e le comunicazioni a lungo raggio delle unità navali, dei pattugliatori marittimi e delle forze terrestri”, spiega l’US Air Force. “Inoltre opera da centro di comando e controllo primario dei velivoli da trasporto dell’Air Mobility Command e degli aerei cisterna per il rifornimento in volo. Gli altri enti che utilizzano il sistema sono l’Agenzia di comunicazioni della Casa Bianca, l’US Navy High Command Network e le agenzie governative USA”.
Il sistema consente la trasmissione ai gruppi di volo dell’Aeronautica degli ordini criptati emanati secondo l’OPLAN 8010-12, il Piano operativo di deterrenza strategica che contempla le opzioni di attacco nucleare su “grande scala” o “limitati”. Le stazioni terrestri dell’HFGCS trasmettono i cosiddetti “EAM” (messaggi di azione di emergenza) e altri tipi di messaggi di rilevanza strategica. Tra gli “EAM” ci sono in particolare i cosiddetti “Skyking” o “Foxtrot Broadcast”, messaggi sensibili che hanno priorità assoluta e che richiedono un’attenzione immediata da parte degli utenti/riceventi (codici di attacco nucleare in primis).
Per migliorare l’efficienza e garantire la manutenzione dei terminali inseriti nel sistema HFGCS, poche settimana fa il Dipartimento dell’US Air Force ha firmato un contratto del valore di 177 milioni di dollari con la società Collins Aerospace, controllata dal colosso militare industriale Raytheon Technologies. Entro l’agosto 2028 a Sigonella e nelle altre installazioni “sorelle” saranno potenziate le antenne e le apparecchiature del sistema di telecomunicazioni globali ad alta frequenza.
Nella primavera 2024 entrerà in funzione a Sigonella anche una nuova Stazione di telecomunicazioni satellitari. “L’infrastruttura nella NAS – Naval Air Station, per cui è stata prevista una spesa di 42 milioni di dollari comprenderà pure una facility per le informazioni sensibili e riservate e consentirà di effettuare comunicazioni – vocali e di dati – più sicure e affidabili alle unità navali, sottomarine, aeree e terrestri di US Navy”, spiega il Pentagono. Imponente anche il costo delle apparecchiature elettroniche e dei sistemi di comando, controllo, comunicazione ed intelligence che saranno installati nella stazione satellitare: 57 milioni di dollari.
Il nuovo centro opererà sotto il Comando della U.S. Naval Computer and Telecommunications Station (NCTS) Sicily, che supporta le comunicazioni critiche delle forze armate USA, NATO e delle coalizioni alleate che operano nelle regioni sotto la responsabilità dei comandi di AFRICOM, CENTCOM ed EUCOM. Il nuovo sistema di telecomunicazioni comporterà un aumento del personale statunitense di stanza a Sigonella: dai 3.021 addetti censiti nel settembre 2018 si arriverà entro il prossimo anno a 3.322.
Per la sua posizione geografica la grande base siciliana è stata scelta dal Pentagono e dalla NATO per fare da hub dei grandi velivoli cisterna impiegati per il rifornimento in volo degli assetti aerei diretti verso il continente africano, il Medio oriente e il sud-est asiatico. Lo scorso anno e solo a seguito di una inchiesta della Procura di Catania su un presunto atto corruttivo da parte di un ufficiale dell’Aeronautica italiana si è scoperto che l’Alleanza Atlantica ha finanziato un apposito capitolo di spesa denominato Capability Package 9A1301 Air-to-air refeuelling assets per allungare le piste di Sigonella e consentire i decolli e gli atterraggi degli aerei tanker alleati, e realizzare altresì nuovi depositi di carburante all’interno della base.
A tal fine il ministero della Difesa ha avviato l’iter di esproprio di quasi 100 ettari di terreni prossimi alla stazione aeronavale. Anche questo programma avrà un enorme e insostenibile impatto socio-ambientale, specie in termini di inquinamento dell’aria, del suolo e acustico (nelle nuove piste potranno atterrare gli aerei cisterna giganti come i KC-10 “Extender” che trasportano sino a 154 tonnellate di gasolio).
I pericoli dell’hub per la popolazione civile che vive nei pressi di Sigonella si sommeranno a quelli conseguenti alla trasformazione di Sigonella nella capitale mondiale dei droni di guerra USA e NATO. Da otto mesi è pienamente operativo l’AGS – Alliance Ground Surveillance, il sistema avanzato di sorveglianza terrestre e intelligence dell’Alleanza Atlantica basato su cinque grandi velivoli senza pilota RQ-4 “Phoenix” realizzati dal colosso aerospaziale Northrop Grumman dopo l’aggiornamento dei modelli “Global Hawk” nella disponibilità dell’US Air Force, anch’essi presenti da un decennio a Sigonella. Questi nuovi droni sono lunghi 14,5 metri e possono volare in tutte le condizioni ambientali e ininterrottamente per più di 30 ore, fino a 18.280 metri di altezza e a una velocità di 575 km/h. Il loro raggio d’azione è di oltre 16.000 km. e possono trasportare un carico fino a 1.360 kg.
Oltre ai segmenti aerei, il sistema AGS è composto dalle stazioni di terra per la pianificazione e il supporto operativo delle missioni. Nel centro di comando e controllo di Sigonella è presente uno staff di 375 tra miliari e civili di 24 paesi NATO, destinato a crescere sino a 600 unità. Nella base funzionerà pure un Centro di formazione e addestramento dei piloti dei droni, degli analisti dei dati d’intelligence, degli operatori dei sensori e del personale addetto alla manutenzione del sistema. Quando sarà pienamente operativo, il Centro ospiterà 22 istruttori che potranno formare sino a 80 allievi l’anno.
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