Turchia, l'era Erdogan cambia Istiklal e Taksim, cuore di Istanbul
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ISTANBUL (Pars Today Italian) – Il viale Istiklal, da decenni cuore culturale e commerciale di Istanbul, sta radicalmente cambiando fisionomia. Un cambiamento in atto da diversi mesi, ma che risulta diventato ancora più visibile dopo il tentato golpe del 15 luglio scorso.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 10, 2016 13:23 Europe/Rome
  • Turchia, l'era Erdogan cambia Istiklal e Taksim, cuore di Istanbul

ISTANBUL (Pars Today Italian) – Il viale Istiklal, da decenni cuore culturale e commerciale di Istanbul, sta radicalmente cambiando fisionomia. Un cambiamento in atto da diversi mesi, ma che risulta diventato ancora più visibile dopo il tentato golpe del 15 luglio scorso.

Alle attività commerciali, librerie, teatri e cinema storici chiusi uno dopo l'altro ora si stanno aggiungendo anche i negozi di diverse catene delle marche nazionali e internazionali. Il motivo per questi ultimi risiederebbe nel crollo delle vendite - diminuite ulteriormente dopo gli attentati terroristici che hanno colpito la città nell'ultimo anno, riducendo il flusso dei visitatori - . Nel caso dei primi la causa va invece ricercata soprattutto nelle leggi promulgate ad hoc per costringere gli affittuari di vecchia data a trasferirsi altrove. In contrasto con questa tendenza colpisce invece nel viale l'aumento di residence, dei negozi dolciumi e dei caffe' di narghilè - la pipa ad acqua - i cui principali frequentatori risultano essere i turisti provenienti dal Medio Oriente e dai Paesi del Golfo Persico. Una data di riferimento importante che segna l'inizio di questa trasformazione è il 2013, anno delle manifestazioni di Gezi Park. Una mobilitazione di massa nata inizialmente per la salvaguardia dell'unico - e modesto - spazio verde rimasto nel centro cittadino, che poi si è estesa nella forma di proteste rivolte alle politiche autoritariste dell'attuale governo AKP (Partito della giustizia e dello sviluppo). L'obiettivo esposto dall'allora premier e attuale presidente Recep Tayyip Erdogan era la ricostruzione nel parco di una ex caserma militare, la Topcu Kislasi, da adibire a centro commerciale. In quei giorni, assieme a Gezi Park anche gli adiacenti piazza Taksim e viale Istiklal hanno rappresentato i luoghi della resistenza alla trasformazione perseguita dall'esecutivo turco nella città. Una trasformazione che in senso più ampio viene definita quale un appiattimento civico e culturale operato attraverso un piano di riqualificazione urbana e sostenuto dal business delle grandi società vicine al governo. Grazie alle manifestazioni e alle successive sentenze del tribunale, il progetto di Erdogan è stato sospeso, pur ricomparendo come un leitmotiv nelle sue dichiarazioni. Così come è ricomparso - in maniera del tutto inaspettata, vista la criticità del momento - in uno dei primi discorsi effettuati dal presidente dopo il fallito golpe. Erdogan ha affermato che "la caserma a Taksim, che lo vogliano o meno, si farà e ospiterà "un museo storico", mentre al posto e sull'area del Centro di cultura Ataturk (AKM), verrà costruito "il primo palazzo dell'opera della Turchia". E infine una terza "buona notizia": la costruzione a Taksim dell'omonima moschea. E nei giorni scorsi proprio a Taksim e nel viale Istiklal si sono svolte per la maggior parte le "veglie per la democrazia" di migliaia di cittadini che sono stati invitati dal presidente a scendere nelle strade per opporsi al golpe. Luoghi dove da tempo era interdetta ogni tipo di manifestazione "per motivi di sicurezza"e che continuano ad avere un importante valore simbolico. E attorno ai quali si sviluppa ancora una volta il dibattito sulla nuova impronta identitaria che l'AKP vorrebbe dare al Paese, a partire da Istanbul.