Turchia, Gulen: torno se inchiesta internazionale dimostra accuse
WASHINGTON (Pars Today Italian) - Fethullah Gulen, accusato da Ankara di essere il regista del fallito golpe del 15 luglio scorso, ha chiesto "un'inchiesta internazionale" sul colpo di Stato, dicendosi pronto a consegnarsi qualora venisse provato anche solo "un decimo delle accuse mosse contro di me".
"Lancio un appello al potere turco a cui prometto piena collaborazione - ha scritto in un intervento pubblicato oggi da Le Monde - chiedo che una commissione indipendente internazionale conduca le indagini su questo tentativo di golpe". Il religioso, che vive negli Stati uniti dal 1999, ha sempre respinto l'accusa di un suo coinvolgimento in quello che ha definito "il peggior atto di terrorismo" commesso sul suolo turco. E oggi ha dichiarato che "se verrà confermato un decimo delle accuse mosse contro di me, mi impegno a tornare in Turchia e a subire la pena più pesante". "E se i militari che si dicono simpatizzanti di Hizmet (il movimento di Gulen) hanno preso parte a questa congiura, lo dico senza remore, sono dei criminali che hanno messo a rischio l'unità e l'integrità del paese, sono degli individui che hanno tradito il mio ideale. Che Dio li punisca", ha proseguito, ricordando di "essersi opposto tutta la vita a interventi militari". Gulen ha quindi ricordato i legami che in passato lo hanno unito a figure chiave della vita politica turca: "In passato ho avuto un rapporto di amicizia sia con il liberale Turgut Ozal - primo ministro dal 1983 al 1989 e presidente dal 1989 al 1993 - che con il conservatore Suleyman Demirel - presidente dal 1993 al 2000 - così come con il socialdemocratico Bulent Ecevit - primo ministro dal 1999 al 2002. Ho dato il mio sostegno a tutti i loro politici, che mi hanno sempre stimato per l'importanza accordata da Hizmet all'istruzione e alla pace sociale". "Anche se ho sempre sostenuto Erdogan e l'Akp all'inizio, quando sono state avviate grandi riforme democratiche", ha ricordando Gulen, rimarcando come ora stia assistendo a "una caccia alle streghe destinata a rafforzare il regime" contro le accuse che gli vengono mosse.