May 03, 2024 10:41 Europe/Rome
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Parstoday- Nel bombardamento della Cambogia da parte degli Stati Uniti, si stima che siano state sganciate 500.000 tonnellate di munizioni su più di 130.000 obiettivi in ​​questo paese del sud-est asiatico.

Il 30 aprile 1970 gli Stati Uniti, guidati dal presidente Richard Nixon, invasero la Cambogia nel contesto della guerra del Vietnam. Sebbene la Cambogia fosse un vicino del Vietnam, aveva precedentemente dichiarato la sua neutralità nella guerra tra Vietnam e America.

Nel giustificare l'occupazione della Cambogia, Nixon disse: "Se, in varie prove, gli Stati Uniti, in quanto paese più potente del mondo, si comportano come un povero gigante, anarchici, nazionalisti e comunisti attaccheranno le nazioni del mondo e diversi società." governeranno, e in questo modo gli interessi dell'America e del mondo capitalista saranno messi in pericolo".

Bombardamenti statunitensi a Neak Luong, in Cambogia, 7 agosto 1973

Un ruolo decisivo nell'invasione degli Usa in Cambogia fu svolto da allora segretario di Stato, Henry Kissinger, autore della celebre frase "il potere è il massimo afrodisia". Il responsabile della politica Estera degli Usa durante le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford tra il 1969 e il 1977, è morto il 29 novembre 2023 nella sua casa di Kent, nel Connecticut, all'età di 100 anni. Poco prima della sua morte, The Intercept ha pubblicato un’inchiesta approfondita che mostra (ancora una volta) le gravi responsabilità di kissinger, noto come il Machiavelli d'America. E' insignito addirittura del premio Nobel per la pace nel 1973, nell’aver ordinato e occultato crimini di guerra compiuti dell’esercito Usa in Cambogia all’inizio degli anni Settanta. Un lavoro giornalistico basato sulle testimonianze dei sopravvissuti e documenti precedentemente secretati.

“Il bombardamento a tappeto della Cambogia da parte degli Stati Uniti tra il 1969 e il 1973 è stato ben documentato ma il suo architetto, l’allora consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di Stato Henry Kissinger, è in realtà responsabile di un ancor più alto livello di violenze rispetto a quanto ricostruito -scrive Nick Turse, autore dell’inchiesta-. Il nostro lavoro fornisce oggi prove di attacchi precedentemente non riportati che hanno ucciso o ferito centinaia di civili cambogiani durante il mandato di Kissinger alla Casa Bianca. Interrogato sulla sua colpevolezza per queste morti, il politico ha reagito con sarcasmo e si è rifiutato di fornire risposte”. 

L’inchiesta si è basata su una serie di documenti precedentemente secretati prodotti da una commissione che era stata incaricata di condurre indagini sui crimini di guerra compiuti dall’esercito statunitense nel Sud-Est asiatico negli anni Sessanta e Settanta. A questo si è aggiunta una ricerca sul campo del 2010 quando una spedizione ha incontrato e intervistato 75 sopravvissuti ai bombardamenti delle forze armate americane su 13 villaggi cambogiani confinanti con il Vietnam. “Le testimonianze mostrano come la violenza di questi attacchi sia stata molto più intensa di quanto già attribuito alle politiche di Kissinger, perché i centri abitati non sono stati solo bombardati ma anche colpiti con elicotteri dotati di mitragliatrici, bruciati e saccheggiati dalle truppe statunitensi e dai loro alleati”, è quanto emerge dalle interviste. 

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Durante le guerre d’Indocina, la Cambogia è stata colpita da migliaia di questi ordigni, lanciati dai bombardieri statunitensi.

 

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