Giu 05, 2024 11:10 Europe/Rome
  • L'iranofobia secondo le bugie della CNN e Frieda Ghitis! + FOTO

Pars Today- Frida Ghitis, editorialista americana, ha parlato del martirio del popolare presidente iraniano, Ebrahim Raisi. Seguendo la propaganda all’americana, Ghitis ha pubblicato solo le bugie con l'obiettivo di promuovere l'iranofobia.

All'inizio del suo articolo, Ghitis accusa la Repubblica islamica di essere un governo che controlla la società iraniana con totale crudeltà, e il martire Raisi è stato insultato dalla società iraniana dopo l'incidente mortale del elicottero che trasportava il defunto presidente iraniano e il suo ministro degli Esteri.

Per questa sezione si dovrebbe usare l’espressione spudoratezza e cecità americana.

Basta guardare il volume delle sanzioni statunitensi contro l’Iran durante questi 45 anni dopo la caduta del regime monarchico di Pahlavi che regnava l’Iran, che fu un alleato degli Stati Uniti, le sanzioni che senza precedenti a livello mondiale.

Basta guardare alla guerra durata 8 anni che gli Usa hanno lanciato contro l’Iran con la mano di Saddam iracheno. Secondo l’editorialista della Cnn, un paese sotto tale pressione potrà sopravvivere senza il sostegno della sua popolazione?

Basta guardare i video delle cerimonie di lutto che hanno avuto luogo in tutto l’Iran per la perdita del martire Soleimani, del comandante delle Guardie rivoluzionarie e del martire Raisi, per capire quanto sono stati popolari questi personaggi.

Funerali del martire Soleimani
Funerali del martire presidente Raisi a Mashhad

Le accoglienze popolari al Leader della rivoluzione islamica in diverse province.

La gente di Shiraz che accoglie l'Imam Khamenei

In effetti, la tecnica di Frieda Ghitis è una grande bugia e ripetere la bugia per ottenere la credibilità.

Ghitis ignorando le realtà scrive che gli iraniani erano felici per la morte di Raisi nel cyberspazio. Questa è un’bugia sorprendente mentre in Iran, due hashtag "Shahid Jumhur" (martire presidente) e "Khadem al-Reza" (servitore dell’Imam Reza) come soprannomi per il martire Raisi sono diventati di tendenza in Iran dopo la sua morte.

Il popolo che accoglie il martire Raisi

Dopo aver usato la tecnica della grande bugia, Ghitis dice che presto inizierà una lotta per il potere in Iran e inizierà una grave guerra interna. Chiamatelo un desiderio americano il fatto che dopo la rivoluzione islamica iraniana abbiano voluto iniziare più volte una guerra separatista e settaria in Iran, ma non è successo nulla di grave.

Il motivo è che non conosce la nazione islamica iraniana. Un popolo con una ricca civiltà che, nonostante le diversità di opinioni, è unito per quanto riguarda gli affari nazionali.

Una celebrazione della Festa Ghadir Khum a Teheran

Nel suo articolo, ovviamente, ha menzionato anche il regime israeliano e ha fatto sembrare come se i palestinesi fossero emigrati in Palestina e avessero preso la terra a questi immigrati ebrei dall’Europa e da altre parti del mondo.

Poi accusa l'Iran di partecipare alla guerra in Ucraina. Un'affermazione che l'Iran ha completamente respinto e che gli occidentali, guidati dagli Stati Uniti, non hanoo fornito alcun documento, facendo solo riferimento alla presenza dei droni iraniani.

La giornalista americana ignora molto rapidamente la pluralità di opinioni tra i politici iraniani, così che il lettore non nota questa caratteristica importante, attraente e democratica della politica iraniana.

La Ghitis, seguendo la propaganda israeliana contro l'Iran, dice che Raisi avrebbe ordinato l’esecuzione di un certo numero di ribelli all'inizio della rivoluzione iraniana. Nel suo racconto ci sono tre grandi bugie:

In primo luogo, attribuisce a Raisi l’operato della magistratura iraniana contro i terroristi armati all'inizio della rivoluzione, che assassinarono quasi 17.000 cittadini iraniani, la maggior parte di loro erano donne e bambini.

Due: non dice cosa hanno fatto quei terroristi al popolo iraniano.

In terzo luogo, non dice che la maggior parte di loro non fu giustiziata e che, dopo essersi pentiti, furono perdonati e rilasciati.

È interessante notare che nel suo articolo, Frieda Ghitis afferma che gli Stati Uniti hanno sanzionato un presidente per il suo ruolo nella "repressione interna ed estera". Gli stessi Stati Uniti che sostengono Netanyahu e, secondo Trump, hanno creato l’Isis. Gli stessi americani che hanno ucciso più di un milione di persone in Iraq. Gli Usa che hanno assassinato il generale iraniano Soleimani che combatteva l’Isis. Gli Usa che hanno compiuto stragi e massacri in Vietnam, Giappone, Cambogia, Kosovo, Libia, Siria, ecc.

 

 

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