Capitalismo e promozione del consumismo
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Pars Today – Il capitalismo, basandosi sulla produzione di massa e sulla pubblicità diffusa, ha promosso il consumismo come mezzo per aumentare i profitti.
(last modified 2025-12-24T07:59:10+00:00 )
Dic 24, 2025 08:27 Europe/Rome
  • Capitalismo e promozione del consumismo
    Capitalismo e promozione del consumismo

Pars Today – Il capitalismo, basandosi sulla produzione di massa e sulla pubblicità diffusa, ha promosso il consumismo come mezzo per aumentare i profitti.

Secondo Pars Today, è un dato di fatto che il consumismo e l'emergere di una società dei consumi siano fasi di un'economia liberale. In questo contesto, " Walt Whitman Rostow", uno dei pionieri delle teorie dello sviluppo, propone la "teoria ascendente", che considera lo sviluppo, che a loro avviso è liberalizzazione, dipendente dal passaggio di fasi specifiche che includono la società tradizionale, la fase di transizione, la fase ascendente, la fase di avvicinamento alla maturità e infine la fase del consumo di massa.

Il capitalismo, basandosi sulla produzione di massa e sulla pubblicità diffusa, ha promosso e incoraggiato il consumismo come mezzo per aumentare i profitti. Sebbene questo processo abbia portato alla crescita economica, ha anche portato con sé diffuse conseguenze negative a livello sociale, culturale e ambientale. Il consumismo non è solo un concetto economico, ma anche un termine che ha un peso sociale, culturale e persino psicologico.

Il capitalismo, in quanto sistema economico dominante nel mondo moderno, si basa sulla proprietà privata, sulla libera concorrenza e sul profitto. Una delle caratteristiche principali di questo sistema è l'incessante sforzo di aumentare la produzione e la vendita di beni e servizi. In questa direzione, il consumismo si è formato e rafforzato come strumento chiave per garantire maggiori profitti. Consumismo significa incoraggiare le persone ad acquistare e consumare beni in quantità sempre maggiori, anche quando non ce n'è un reale bisogno. Questo fenomeno si è intensificato soprattutto dopo la Rivoluzione Industriale e con la diffusione della produzione di massa. Con un'offerta eccessiva di beni, i produttori hanno iniziato a creare bisogni artificiali invece di rispondere a bisogni reali. Pubblicità intensiva, design accattivanti e obsolescenza intenzionale dei prodotti sono stati tra gli strumenti utilizzati dai capitalisti per stimolare i consumatori.

Uno degli esempi più chiari di questa tendenza è il fenomeno dell'obsolescenza intenzionale. Le aziende producono intenzionalmente beni che perdono la loro efficienza o attrattiva dopo un breve periodo di tempo, in modo che i consumatori siano costretti ad acquistarli di nuovo. Questa politica è chiaramente visibile in vari settori, tra cui l'elettronica, l'abbigliamento e l'automobile. Ad esempio, i telefoni cellulari, nonostante le loro buone prestazioni, vengono rapidamente sostituiti da nuovi modelli e i consumatori sono incoraggiati ad acquistarne di nuovi sotto la pressione della pubblicità e della moda.

Anche il consumismo è indissolubilmente legato alla pubblicità. La pubblicità non solo introduce beni, ma promuove anche un certo stile di vita in cui un maggiore consumo è visto come un segno di successo, prosperità e status sociale. Nel suo libro "Teoria della classe agiata", Thorsten Veblen definì questo tipo di consumo "consumo ostentato", ovvero l'acquisto di beni non per un reale bisogno, ma per ostentare il proprio status sociale. Questo modello si diffuse rapidamente nelle società capitaliste, soprattutto nel XX e XXI secolo, ed è diventato un'ideologia dominante.

Da una prospettiva sociale, il consumismo ha esacerbato le disuguaglianze e rafforzato le barriere di classe. Nella dimensione sociale e psicologica, la pubblicità capitalista è tale che un maggiore consumo è considerato un segno di status più elevato e di una classe sociale più privilegiata. Le classi abbienti consolidano la loro posizione consumando beni di lusso, mentre le classi inferiori sono sottoposte a pressioni economiche per imitare questi modelli. Questa tendenza non solo aumenta il divario di classe, ma porta anche alla creazione di una cultura di competizione malsana nella società.

Da una prospettiva ambientale, il consumismo ha gravi conseguenze. La produzione di massa di beni richiede un ampio sfruttamento delle risorse naturali, il che porta al degrado ambientale, all'inquinamento dell'aria e dell'acqua e al cambiamento climatico. Inoltre, i beni usa e getta e i prodotti con una breve durata di vita producono un'enorme quantità di rifiuti, la cui gestione è diventata una sfida importante per le società.

I critici del capitalismo e del consumismo ritengono che questo modello non sia né naturale né sostenibile. La ricerca dimostra che il consumismo moderno è il risultato della manipolazione della volontà dei consumatori attraverso la pubblicità e le pressioni culturali, non un risultato naturale dello sviluppo economico. Per questo motivo, alcuni studiosi suggeriscono di promuovere modelli alternativi come la semplicità di vita o il consumo responsabile. Nelle società islamiche è stato proposto anche un modello di consumo basato sulla moderazione e sull'eliminazione degli sprechi, che può rappresentare un'alternativa al consumismo capitalista.

Sebbene il capitalismo sia stato in grado di garantire la propria redditività promuovendo il consumismo, questo processo ha imposto costi elevati alla società e all'ambiente. Il consumismo non ha solo contribuito ad aumentare la produzione e le vendite, ma ha anche cambiato lo stile di vita delle persone e influenzato i valori sociali. Tuttavia, la crescita dei movimenti anti-consumismo e gli sforzi per presentare modelli alternativi dimostrano che le società stanno gradualmente prendendo coscienza delle conseguenze negative di questo fenomeno e stanno cercando di trovare modi più sostenibili per lo sviluppo economico e sociale.