Sciatore olimpico statunitense: Non rappresentiamo gli Stati Uniti
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A destra: lo sciatore olimpico statunitense Hunter Hess. A sinistra: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Pars Today - Due sciatori statunitensi alle Olimpiadi invernali hanno espresso il loro disappunto per aver indossato le maglie della squadra dopo l'uccisione di cittadini statunitensi da parte dell'amministrazione Trump.
Dopo l'uccisione di due persone da parte degli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement statunitense a Minneapolis il mese scorso, sono scoppiate proteste diffuse in tutti gli Stati Uniti e tutti stanno esprimendo la loro protesta in qualche modo. Secondo Pars Today, lo sciatore olimpico statunitense Hunter Hess ha criticato le politiche repressive di Trump in una conferenza stampa in Italia, affermando: "Solo perché porto la bandiera americana non significa che rappresenti tutto di questo Paese".
Nella stessa riunione, Chris Lillis, altro membro della squadra di sci statunitense, ha dichiarato: "Spesso gli atleti sono riluttanti a parlare delle loro opinioni politiche e di come si sentono. Sono addolorato per quello che sta succedendo negli Stati Uniti".
Le affermazioni hanno suscitato l'ira del presidente americano Donald Trump che ha scritto cosi sul suo network Truth Social: "Lo sciatore olimpico statunitense Hunter Hess, un vero perdente, afferma di non rappresentare il suo Paese alle attuali Olimpiadi invernali. Se così fosse, non avrebbe dovuto fare il provino per la squadra, ed è un peccato che ne faccia parte. È molto difficile tifare per qualcuno così."