Soldati americani: «Non vogliamo morire per Israele»
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Pars Today - Le richieste di esenzione dalle operazioni di combattimento tra i militari statunitensi sono in costante aumento a causa dei crescenti dubbi sugli obiettivi della guerra contro l'Iran.
(last modified 2026-03-24T06:09:36+00:00 )
Mar 24, 2026 07:08 Europe/Rome
  • Soldati americani: «Non vogliamo morire per Israele»
    Soldati americani: «Non vogliamo morire per Israele»

Pars Today - Le richieste di esenzione dalle operazioni di combattimento tra i militari statunitensi sono in costante aumento a causa dei crescenti dubbi sugli obiettivi della guerra contro l'Iran.

La testata statunitense HuffPost ha rivelato che «il malcontento e la frustrazione» tra le truppe americane in merito alla guerra contro l'Iran continuano a crescere. Un riservista americano incaricato dell'addestramento dei soldati ha riferito che tra i ranghi militari circola una frase ricorrente: «Non vogliamo morire per Israele, non vogliamo essere pedine politiche». Il soldato ha aggiunto di aver fornito consulenza, solo nelle ultime due settimane, a sei soldati intenzionati a rifiutare la partecipazione alle operazioni di combattimento per motivi di coscienza: un dato senza precedenti nei suoi quasi vent'anni di servizio.

 

Aumento senza precedenti delle richieste di obiezione di coscienza

Mike Price, direttore esecutivo del Centro sulla Coscienza e sulla Guerra, ha annunciato che molti soldati statunitensi che ora richiedono lo status di obiettori di coscienza considerano il recente attacco contro una scuola a Minab, in Iran, avvenuto il 28 febbraio 2026, come un punto di svolta nella loro decisione. In quell'attacco, la cui responsabilità ricade sulle forze americane secondo fonti a conoscenza delle indagini del Pentagono, oltre 160 bambine sono cadute martiri.

Le pressioni psicologiche sulle forze statunitensi schierate nella regione hanno subìto un drastico aumento. Diversi soldati hanno sviluppato forme di forte stress in seguito agli attacchi contro le installazioni americane nell'area del Golfo Persico. Il Centro sulla Coscienza e sulla Guerra riceveva in precedenza tra le 50 e le 80 richieste annuali da parte di militari che intendevano rifiutare la partecipazione alle operazioni belliche, ma nel mese di marzo questo dato ha registrato un'impennata di circa il mille per cento.