Crisi del carburante in Europa: La Slovenia inizia il razionamento
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Razionamento del carburante in Slovenia
Pars Today - La Slovenia è il primo Paese dell'Unione Europea ad avviare il razionamento del carburante per far fronte ai contraccolpi della guerra illegale degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran.
L'impennata dei prezzi del carburante in Slovenia ha innescato il fenomeno del "turismo del carburante": i cittadini attraversano il confine verso Paesi vicini come l'Austria per sfruttare le tariffe inferiori di benzina e diesel. In base alle nuove misure adottate, i conducenti privati in Slovenia possono acquistare un massimo di 50 litri di carburante al giorno.
A seguito dell'offensiva militare di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, cruciale via marittima internazionale, ha subìto gravi interruzioni, provocando un'impennata globale dei prezzi di petrolio e benzina.
Il rincaro del greggio sui mercati mondiali e i timori per il blocco delle principali rotte di trasferimento energetico, in particolare nella regione del Golfo Persico, hanno spinto i Paesi occidentali ad attivare misure d'emergenza per frenare i prezzi.
L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha annunciato che i Paesi membri, in un'azione coordinata, immetteranno sul mercato circa 400 milioni di barili di petrolio attinti dalle proprie riserve strategiche. L'operazione rappresenta il più grande rilascio di scorte di emergenza nella storia dell'organizzazione.
L'aumento dei costi del carburante si traduce sistematicamente in un rialzo delle tariffe di trasporto, in un'impennata dei prezzi dei generi alimentari e in bollette energetiche più pesanti per le famiglie.