Tony Blair: contro Isis è l'ora degli stivali sul terreno
LONDRA - Sicuramente non possiamo sconfiggere Daesh senza stivali sul terreno.
La domanda è: con gli stivali di chi? A mio avviso, non dobbiamo essere coinvolti in ogni situazione, ma dove c'è la necessità di impiegare alcune delle nostre capacità sul terreno, dovremmo essere pronti a farlo". In un'intervista al Corriere della Sera, l'ex premier britannico Tony Blair esorta a una reazione dura contro l'Isis dopo gli attentati di Bruxelles, affermando che "concediamo troppo, non possiamo farci intimidire. L'importante è combattere Daesh ovunque è presente e qui penso che ci sia una sfida di lungo periodo per l'Europa, quella di dotarsi di piena capacità su questo terreno. Non parlo di un esercito europeo ma del modo in cui sapremo costruire una vera cooperazione militare tra le nostre nazioni in modo di essere in grado di agire contro questi gruppi". Secondo Tony Blair ci sono quattro cose importanti da fare. Nell'immediato dobbiamo migliorare radicalmente lo scambio di informazioni tra le intelligence europee, che oggi non funziona come dovrebbe e in alcuni casi non funziona affatto. La seconda cosa è cerca di risolvere i conflitti che sono all'origine del fenomeno terrorista: dobbiamo combattere Daesh ovunque si manifesti, in Siria, in Iraq o in Libia. Il terzo punto è costruire le giuste alleanze dentro al mondo islamico con coloro che lo vogliono e hanno una visione aperta e tollerante. Infine dobbiamo lanciare quella che io chiamo un'azione globale sull'educazione, in cui tutti i Paesi si impegnino a orientare i loro sistemi scolastici per promuovere la tolleranza, eliminare il pregiudizio religioso e la cultura dell'odio per chi è diverso".