Usa, i media diffondono paura e odio contro i musulmani
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Le notizie che trasmettono i media statunitensi raramente riescono a essere imparziali. In molti casi, come per la recente protesta in Iraq contro l’Isis (di cui si è parlato e trasmesso poco), la verità viene distorta diffondendo sentimenti di paura e di odio fra gli americani nei confronti dei musulmani e dell’Islam.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 23, 2017 05:55 Europe/Rome
  • Usa,  i media  diffondono paura e odio contro i musulmani

Le notizie che trasmettono i media statunitensi raramente riescono a essere imparziali. In molti casi, come per la recente protesta in Iraq contro l’Isis (di cui si è parlato e trasmesso poco), la verità viene distorta diffondendo sentimenti di paura e di odio fra gli americani nei confronti dei musulmani e dell’Islam.

L’autore di “Islam: In the Eyes of Media”, Hurriya Hassan spiega: “I media troppo spesso esagerano le forme e le credenze dell’Islam ed estrapolano concetti e parole dal contesto del Corano … l’immagine precisa di un uomo barbuto e che indossa un turbante e cita urlando versetti del Corano si è cristallizzata nelle menti americane come emblema di terrorismo”.

Basta effettuare una ricerca su Google, digitando parole generiche come “popolo islamico”, “islamismo”, “protesta musulmana” che si visualizzano immagini violente, di caos e di odio che altro non fanno che diffondere paura e disumanizzare i musulmani. Ricorrenti sono anche le immagini che ritraggono Osama Bin Laden e soldati armati.

Non solo i media indugiano sul connubio Islam-paura, ma spesso non riescono neppure a mettere in luce eventi o persone che potrebbero dare un’immagine positiva dei musulmani e dell’Islam. Per citare un esempio, alla fine di novembre del 2016, 20 milioni di musulmani hanno marciato a Karbala, in Iraq in occasione dell’Arbaeen contro un allora recente attacco dell’Isis nella zona. In questa occasione la copertura mediatica data all’evento è stata davvero scarsa..

Dall’elezione del presidente Donald Trump, sono stati diversi i cambiamenti all’interno del paese relativi all’islamofobia. Secondo The Independent: “Sin dalla sua elezione, il Consiglio per le Relazioni americano-islamiche (Cair) ha segnalato almeno 900 crimini di odio contro i musulmani in tutto il paese…Il “Muslim ban” dell’amministrazione Trump, ovvero il divieto d’accesso temporaneo per sette paesi a maggioranza musulmana, costituisce il paradigma dell’islamofobia statunitense. Tuttavia il Presidente americano è dovuto ritornare sui suoi passi e rivedere la sua linea dura “anti Islam” quando nel dicembre 2015 le sue dichiarazioni di sospendere l’immigrazione musulmana sono scomparse dal suo sito web lo stesso giorno delle elezioni per poi mutare in una dichiarazione più attenuata secondo cui è necessario sospendere l’immigrazione da paesi compromessi con il terrorismo, piuttosto che discriminare tout court una religione che annovera più di 1.6 miliardi di fedeli”.

Il “Muslim ban” è stato aspramente criticato e sfidato recentemente dallo stato delle Hawaii, che si appella al principio della non discriminazione basata sulla nazionalità. Tuttavia, mentre alcuni americani considerano il divieto come incostituzionale o oppressivo, molti la considerano una misura di sicurezza anti-terrorismo necessaria.

 

 

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