Petrolio, prezzi in tensione alla vigilia del vertice OPEC
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VIENNA ( Pars Today italian) - La presenza del ministro del petrolio Iraniano Bijan Zangane A Vienna per partecipare alla Seduta Opec
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 02, 2016 03:28 Europe/Rome
  • Petrolio, prezzi in tensione alla vigilia del vertice OPEC

VIENNA ( Pars Today italian) - La presenza del ministro del petrolio Iraniano Bijan Zangane A Vienna per partecipare alla Seduta Opec

L'organizzazione si riunisce Oggi a Vienna. Le tensioni tra sauditi e iraniani lasciano però sempre più spazio al contrattacco dei Paesi danneggiati dalle loro strategie. Come gli Usa, che hanno intenzione di avviare una commissione di inchiesta sulla stessa Opec.

Mentre il prezzo del greggio riprende quota e torna a toccare quota 50 dollari al barile, gli osservatori guardano alla seduta d'oggi, quando l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) si riunisce a Vienna per decidere la nuova strategia su domanda e offerta petrolifera. Un vertice a cui i produttori si presentano però sempre più spaccati, lasciando spazio al contrattacco di quei Paesi che sono stati danneggiati dalle loro strategie.

In prima fila ci sono l,Iran e poi gli Stati Uniti, che hanno pagato un prezzo molto pesante per la decisione saudita di non ridurre la produzione. Sono fallite infatti molte aziende attive nell’estrazione di gas e petrolio dalle rocce (shale), con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Il Financial Times riferisce che ora il Congresso americano vuole una commissione d’inchiesta sull’Opec, accusata di voler estromettere i concorrenti e di monopolizzazione il mercato dell’oro nero. “Vogliamo essere sicuri che i nostri concorrenti giochino una partita nel rispetto delle stesse regole”, ha detto il repubblicano Kevin Cramer, promotore dell’iniziativa.Da altra parte l'Iran un membro molto importante dell'Opec , ha opposto un netto rifiuto, rispondendo che avrebbe continuato ad aumentare la sua produzione a livelli pre-sanzioni.

Ma il vero affondo è arrivato nei giorni scorsi dalla Russia, anch’essa danneggiata dal ribasso delle quotazioni, visto che gran parte della sua spesa pubblica dipende dalle esportazioni di idrocarburi. Igor Sechin, amministratore delegato dell’azienda petrolifera Rosneft e vicinissimo a Vladimir Putin, è arrivato a dire che l’Opec “ha praticamente smesso di esistere come organizzazione unitaria”. Secondo Sechin, i prezzi del greggio non dipendono dall’azione dell’organizzazione ma dalle leggi del mercato.