Nowruz, arriva la festa del Nuovo Giorno
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di Davood Abbasi
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 19, 2020 08:26 Europe/Rome
  • Nowruz, arriva la festa del Nuovo Giorno

di Davood Abbasi

Now-Ruz, Nuovo Giorno, si chiama così la festa del capodanno persiano, che apparteneva ai popoli indoeuropei che dagli inizi del neolitico (6000 a.C.), iniziarono a migrare in diverse parti della Terra partendo dall’Asia centrale; oggi il Nowruz è festeggiato in diverse forme dalla Mongolia fino all’Albania da 300 milioni di persone, ha assunto il nome di capodanno persiano perchè si è legato storicamente a questa civiltà. Coincide con l’equinozio di primavera: è la festa della rinascita, della gioia, della vittoria del bene sul male, rappresentata dall’arrivo della primavera e dalla sconfitta dell’inverno.

Quest’anno il momento esatto del Nowruz in Italia arriva esattamente alle 04:49 e 37 secondi (ora italiana) del mattino di venerdi 20 marzo 2020 (l’istante preciso dell’equinozio).  

Origini

Difficile stabilire le origini. La festa che rappresenta la vittoria del bene sul male, fu la festa più importante della religione di Zarathustra, la prima della storia a professare il monoteismo, dal profeta nato nel 1767 a.C.

Gli studiosi però sono sicuri che la festività esisteva anche prima; probabilmente ricorreva tra gli ariani dell’Asia centrale, che poi si spostarono in Persia, India, Europa e tante altre parti.

Nel Libro dei Re, il poema mitologico persiano, il Nowruz viene istituito da Jamshid, il primo re, colui che insegnò agli uomini l’uso del fuoco.

Dove si festeggia

In 9 nazioni, ossia Iran, Afghanistan, Tajikistan (in queste tre nazioni la lingua ufficiale è il persiano), Azerbaijan, Uzbekistan, Turkmenista, Kazakistan, Kirghizistan e Albania, il Nowruz, (che solitamente cade il 21 Marzo, ma che quest’anno corrisponde al 20 e che può corrispondere anche al 22), è una festa nazionale ed un giorno di ferie. In Iraq, Siria, Cina, Mongolia, Turchia e India, consistenti minoranze festeggiano l’arcaica ricorrenza. Il problema però è che la festa, che raccoglie le famiglie e crea unità, è temuta da alcuni governi. La Cina, per diversi anni, ha proibito di festeggiare il Nowruz ai musulmani uiguri; lo stesso ha fatto la Turchia con i curdi. Teheran ha avviato negoziati con questi paesi per far sì che la festa possa essere celebrata. Quest’anno poi, per via dell’emergenza del coronavirus, è chiaro che molte tradizioni non ci saranno, ma lo spirito del Nowruz sarà fondamentale anche per vincere questa sfida.

Nel 2017, l’Iran ed altre 11 nazioni, hanno registrato la festa del Nowruz come patrimonio dell’umanità presso l’UNESCO, e per la prima volta, lo studioso Bagher Moayyan, ha definito la distesa dei paesi che festeggiano il capodanno persiano con un unico termine: Nowruzistan.

Le cerimonie

  • Khanè Tekanì: Le pulizie generali di casa che iniziano da circa un mese prima della vigilia, l’equinozio di primavera
  • Chaharshambè Surì: L’ultimo martedi prima dell’equinozio, si accendono grandi fuochi, si balla e si canta girando attorno ad essi (questa cerimonia è chiaramente un residuo del periodo zoroastriano), e dopo si salta per sette volte sul fuoco dicendo: “il tuo rosso a me, il mio giallo a te”. Il rosso era il colore dell’amore e della salute, il giallo, quello dell’odio e della malattia. Il fuoco veniva ritenuto purificatore dai seguaci di Zarathustra.
  • Tahvile Sal: Per l’equinozio le famiglie si riuniscono attorno alle persone più anziane, si prega per un buon anno nuovo e si sta in famiglia.
  • Sizdah Bedar: Il tredicesimo giorno dopo l’equinozio, si trascorre la giornata in natura, dato che si pensava che il 13 portasse sfortuna, e in questo giorno, gli spiriti maligni entrassero in casa.
  • Haft Sin: In alcuni paesi c’è la tradizione della tavola delle sette S: allestire una tavola ponendoci sopra sette simboli il cui nome, nella lingua persiana, inizia con il suo “s”. Come “sib” (la mela), simbolo della bellezza, “sir” (aglio), simbolo della guarigione, “sekkè” (monete), per auspicare un nuovo anno pieno di soldi e così via…

Nowruz e politica

Nei paesi in cui è festa nazionale, i capi di Stato pronunciano una sorta di discorso di inizio dell’anno; gli argomenti sono simili, ricominciare, ripartire, cercare di fare meglio nel nuovo anno e riscoprire le proprie possibilità in sintonia con la primavera.

In Iran, paese dove il Nowruz è stato conservato con più premura, dopo l’equinozio, arriva il discorso dell’ayatollah Khamenei, che dà un nome ad ogni anno, e poi quello del presidente della Repubblica.  

In queste settimane di lotta contro il coronavirus, il Nowruz e quello che rappresenta concettualmente per gli iraniani, sarà sicuramente d’aiuto.

Il Nowruz è un momento di preghiera, di speranza per la pace, e di auspicio affinchè il Nuovo Giorno, sia bello come la primavera della natura.