Iran nucleare: 16 dicembre a Vienna si riunirà commissione mista di JCPOA
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- La prossima riunione della Commissione congiunta sull'accordo sul nucleare iraniano si terrà il primo 16 dicembre nella capitale austriaca. 
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 30, 2020 12:28 Europe/Rome
  • Iran nucleare: 16 dicembre a Vienna si riunirà commissione mista di JCPOA

- La prossima riunione della Commissione congiunta sull'accordo sul nucleare iraniano si terrà il primo 16 dicembre nella capitale austriaca. 

Lo riferisce l'IRIB. L'incontro sarà presieduto da Helga Schmid, vice capo della politica estera Ue e rappresentanti di Francia, Germania, Inghilterra, Cina e Russia.

L'incontro si terrà a livello di Vice Ministri e Direttori politici del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran e del gruppo 4 +1. 

Secondo la fonte, all'ordine del giorno dell'incontro rafforzare gli sforzi attuali e trovare le modalità efficaci per mantenere il Piano d'azione congiunta globale (JCPOA ossia BARJAM  in farsi).

L'Unione Europea e soprattutto la Troika Europea (Germania, Inghilterra e Francia) hanno promesso di mantenere l'accordo dopo il ritiro illegale degli Stati Uniti (8 maggio 2018), ma finora non hanno intrapresa alcuna azione concreta per farlo. 

Il 14 luglio 2015 è la data della conclusione del Piano d’Azione Globale Congiunto (JCPOA). Cinque paesi membri permamenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite cioe' Cina, Russia, Francia, , Inghilterra e Stati Uniti più la Germania insieme all’Iran hanno raggiunto lo storico accordo del JCPOA a Vienna.

Questo importante risultato della diplomazia multilaterale è stato quindi approvato dalla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Il JCPOA è diventato un elemento chiave del sistema internazionale di non proliferazione nucleare, un importante fattore positivo nel mantenimento della pace e della stabilità regionali e globali e delle buone pratiche di risoluzione dei problemi dei punti caldi regionali attraverso approcci multilaterali.

In base a questo accordo, l’Iran ha limitato il suo programma nucleare solo a scopi civili, come la produzione di energia, applicazioni agricole, il settore sanitario, ecc. Mentre le sanzioni economicheimposte all’Iran avrebbero dovuto essere rimosse e l’Iran avrebbe potuto esportare il suo petrolio ed importare tutti gli articoli essenziali.

Sfortunatamente, negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno sostenuto l’unilateralismo, rinunciando ai propri obblighi internazionali e ritirandosi da trattati e organizzazioni. Mentre l’Iran stava seguendo rigorosamente il trattato avendosospeso il suo programma nucleare.

La Commissione Internazionale per l’Energia Atomica ha verificato che l’Iran non ha violato l’accordo e che non è stata trovata alcuna prova di violazione.

Anche il Congresso degli Stati Uniti ha testimoniato che l’Iran si è attenuto rigorosamente all’accordo e che non è stato trovato nessun caso di violazione.

(Secondo alcuni osservatori, il primo ministro israeliano Netanyahu ha tenuto una presentazione in PowerPoint al presidente Donald Trump e lo ha convinto a disonorare l’accordo.) 

Come conseguenza, gli Stati Uniti si sono ritirati dal JCPOA nel maggio 2018 e hanno contrastato in ogni modo l’attuazione dell’accordo da parti terze. Tale chiara violazione della risoluzione delle Nazioni Unite 2231 ha portato a continue tensioni sulla questione nucleare iraniana. Allo stato attuale, gli Stati Unititentano di minare ulteriormente il JCPOA spingendo per l’estensione dell’embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza contro l’Iran e minacciando di attivare il rapido ripristino del meccanismo sanzionatorio.

L’azione americana è stata ingiustificata unilaterale e contro le norme delle pratiche internazionali. Le sanzioni economiche sono state nuovamente imposte all’Iran, mentre la Repubblica Islamica stava ancora rispettando l’accordo. Le sanzioni hanno danneggiato l’economia dell’Iran, si è assistito ad una carenza di beni di prima necessità e alla sofferenza del pubblico.

Mentre tutti gli altri Paesi volevano rispettare l’accordo, gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sui loro alleati europei affinché non rispettassero l’accordo e attuassero sanzioni economiche.

 

 

 

 

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