JCPOA, Iran: Instex deve mostrare la sua efficacia
NEW YORK - Spetta ai tre Paesi europei firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano di dimostrare l'efficacia dell' Instex.
Cosi' l'ambasciatore iraniano delle Nazioni Unite Majid Takht Ravanchi in due lettere indirizzate al portoghese António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite e a Jerry Matthews Matjila, rappresentante permanente del Sudafrica presso l'ONU nonche' presidente di turno del Consiglio di Sicurezza. "L'Iran ha tutto il diritto di godere dei vantaggi economici del BARJAM", ha aggiunto.
Il BARJAM ossia JCPOA è l’accordo nucleare stipulato nel 2015 dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU più la Germania e l’UE con l’Iran. Tuttavia, l’uscita dal JCPOA degli Stati Uniti nel 2018 e la conseguente reintroduzione delle sanzioni ha reso questo accordo vulnerabile.
L’Iran e in cinque restanti paesi firmatari del Piano d’azione globale congiunto (Cina, Francia, Germania, Inghilterra e Russia) stanno lavorando non al meccanismo finanziario Instex, ma anche ad altre misure volte ad aggirare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
"Stiamo organizzando diversi incontri con esperti con l’obiettivo di trovare le soluzioni applicabili in modo che l'Iran possa continuare ad usufruire delle entrate frutto della revoca delle sanzioni” frutto dell’accordo firmato nel 2015, ha sottolineato. “Una di queste misure è l’Istex. Il sistema non sta ancora funzionando, ma è nella sua fase finale di lancio”, ha aggiunto. "Abbiamo deciso di compiere altri passi pratici in altri settori, compresi l'energia e il commercio".
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