Iran e gruppo 4+1 sul mantenimento BARJAM
TEHRAN - Nella loro riunione, i ministri degli esteri dell'Iran e dei paesi membri del gruppo 4+1, hanno sottolineato la necessità di mantenere l'accordo sul nucleare di Tehran.
Lo riferisce l'IRIB. L'incontro della Commissione congiunta sull'intesa del 2017 a Vienna, alla presenZa del responsabile per la politica estera Ue e rappresentanti di Francia, Germania, Inghilterra, Cina e Russia.
La riunione si è tenuta a livello di Vice Ministri e Direttori politici del Ministero degli Affari Esteri dell'Iran e del 4 +1.
Secondo la fonte, le due parti hanno raggiunto intesa sul rafforzamento del Piano d'azione congiunta globale (JCPOA ossia BARJAM in farsi).
L'Unione Europea e soprattutto la Troika Europea (Germania, Inghilterra e Francia) hanno promesso di mantenere l'accordo dopo il ritiro illegale degli Stati Uniti (8 maggio 2018), ma finora non hanno intrapresa alcuna azione concreta per farlo.
Il 14 luglio 2015 è la data della conclusione del Piano d’Azione Globale Congiunto (JCPOA). Cinque paesi membri permamenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite cioe' Cina, Russia, Francia, , Inghilterra e Stati Uniti più la Germania insieme all’Iran hanno raggiunto lo storico accordo del JCPOA a Vienna.
Questo importante risultato della diplomazia multilaterale è stato quindi approvato dalla risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Il JCPOA è diventato un elemento chiave del sistema internazionale di non proliferazione nucleare, un importante fattore positivo nel mantenimento della pace e della stabilità regionali e globali e delle buone pratiche di risoluzione dei problemi dei punti caldi regionali attraverso approcci multilaterali.
In base a questo accordo, l’Iran ha limitato il suo programma nucleare solo a scopi civili, come la produzione di energia, applicazioni agricole, il settore sanitario, ecc. Mentre le sanzioni economicheimposte all’Iran avrebbero dovuto essere rimosse e l’Iran avrebbe potuto esportare il suo petrolio ed importare tutti gli articoli essenziali.
Sfortunatamente, negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno sostenuto l’unilateralismo, rinunciando ai propri obblighi internazionali e ritirandosi da trattati e organizzazioni. Mentre l’Iran stava seguendo rigorosamente il trattato avendosospeso il suo programma nucleare.
La Commissione Internazionale per l’Energia Atomica ha verificato che l’Iran non ha violato l’accordo e che non è stata trovata alcuna prova di violazione.
Anche il Congresso degli Stati Uniti ha testimoniato che l’Iran si è attenuto rigorosamente all’accordo e che non è stato trovato nessun caso di violazione.
(Secondo alcuni osservatori, il primo ministro israeliano Netanyahu ha tenuto una presentazione in PowerPoint al presidente Donald Trump e lo ha convinto a disonorare l’accordo.)
Come conseguenza, gli Stati Uniti si sono ritirati dal JCPOA nel maggio 2018 e hanno contrastato in ogni modo l’attuazione dell’accordo da parti terze. Tale chiara violazione della risoluzione delle Nazioni Unite 2231 ha portato a continue tensioni sulla questione nucleare iraniana. Allo stato attuale, gli Stati Unititentano di minare ulteriormente il JCPOA spingendo per l’estensione dell’embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza contro l’Iran e minacciando di attivare il rapido ripristino del meccanismo sanzionatorio.
L’azione americana è stata ingiustificata unilaterale e contro le norme delle pratiche internazionali. Le sanzioni economiche sono state nuovamente imposte all’Iran, mentre la Repubblica Islamica stava ancora rispettando l’accordo. Le sanzioni hanno danneggiato l’economia dell’Iran, si è assistito ad una carenza di beni di prima necessità e alla sofferenza del pubblico.
Mentre tutti gli altri Paesi volevano rispettare l’accordo, gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sui loro alleati europei affinché non rispettassero l’accordo e attuassero sanzioni economiche.
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