Iran: Imam Khamenei incontra le famiglie dei martiri
TEHERAN- La Guida della Rivoluzione Islamica Imam Seyyed Ali Khamenei, in un incontro tenuto sabato scorso con le famiglie dei martiri....
TEHERAN- La Guida della Rivoluzione Islamica Imam Seyyed Ali Khamenei, in un incontro tenuto sabato scorso con le famiglie dei martiri dell’attentato del 29 giugno 1981 nella sede del Partito della Repubblica Islamica e con quelle dei martiri iraniani e afghani caduti a difesa dei Luoghi Santi in Siria e Iraq, ha evidenziato ed elogiato la “fede, la lotta, il valore e la sublime perspicacia dei martiri” e la “pazienza e fermezza delle nobili famiglie dei martiri”. Descrivendo i martiri come la forza e potenza dell’ordinamento della Repubblica Islamica dell’Iran, la Guida della Rivoluzione Islamica ha detto: “L’unica via per progredire della Repubblica Islamica è ravvivare lo spirito rivoluzionario e combattivo.”
All’inizio del suo discorso l’Imam Khamenei ha espresso le proprie condoglianze in occasione del martirio dell’Imam ‘Ali, il primo Imam della Shia, descrivendo questa nobile guida come il martire più influente della storia dell’umanità: il martire della nicchia della Preghiera (minbar) e del sentiero della giustizia, della fermezza e della Resistenza. La Guida della Rivoluzione Islamica, ricordando il trascorrere di trentacinque anni dal sanguinoso attentato nel quartier generale della Repubblica Islamica nel 1981 nel quale divennero martiri settantadue tra le principali figure politiche e religiose della nazione, ha detto: “Gli autori di questo crimine sono i membri di un gruppo terroristico malvagio e spietato che, dopo esser fuggiti dal paese, in questi anni hanno ricevuto ospitalità dai governi europei e americano, quegli stessi governi che si presentano come portabandiera della della lotta al terrorismo e della difesa dei diritti umani.”
La Guida della Rivoluzione Islamica ha descritto questo fatto come uno scandalo storico e di grandi dimensioni per i paesi europei e gli Stati Uniti, aggiungendo: “Questo gruppo terroristico sosteneva di lottare per difendere il popolo e persino l’Islam e poi realizzava attentati come quello del 28 giugno, assassinava persone ordinarie, collaborava con gente come Saddam e continua a ricevere sostegno dagli Stati Uniti.”
Descrivendo come foriero di lezioni l’attentato del 28 giugno del 1981, l’Imam Khamenei ha criticato il lavoro limitato realizzato per introdurre all’attuale generazione gli importanti eventi e i nobili martiri che hanno fatto seguito alla Rivoluzione Islamica del 1979: “Dopo trentacinque anni non abbiamo neanche un solo film, lavoro artistico o novella riguardo l’attentato del quartier generale del Partito della Repubblica Islamica, il martire Ayatullah Beheshti e gli altri martiri dell’attentato e il fatto che continuino ad essere vivi nei cuori della gente è dovuto allo spirito rivoluzionario della popolazione.”
Facendo riferimento alle opere scritte sulle operazioni e i martiri della Difesa Sacra imposta dall’Occidente all’Iran mediante l’Iraq Baathista dal 1980 al 1988, l’Imam Khamenei ha consigliato a tutti, e ai giovani in particolare, di studiarle attentamente: “Sebbene molte opere siano state scritte in questo campo, vi è ancora terreno per scrivere sui differenti aspetti e dimensioni della Difesa Sacra e dei nobili martiri della guerra, perché l’attitudine, le parole e le azioni di ogni martire aprono una finestra sul mondo del discernimento.”
Facendo poi riferimento ai Difensori dei Luoghi Santi della Famiglia del Profeta e ai combattenti diventati martiri combattendo a difesa dei mausolei in Siria e in Iraq, l’Imam Khamenei ha detto: “Tale questione rappresenta uno degli eventi sorprendenti e meravigliosi della storia, nel quale i giovani dall’Iran e da altre nazioni, con una salda fede e determinazione lasciano le loro giovani moglie e piccoli figli e la loro tranquilla vita per combattere per l’amore di Dio in un paese straniero e trovare il martirio su questo sentiero.”
Descrivendo la profonda fede dei martiri caduti in difesa dei luoghi santi e la nobile pazienza delle loro famiglie come aspetti di questa epopea straordinaria, la Guida della Rivoluzione Islamica ha detto: “Un altro aspetto è connesso alla forza dell’ordinamento della Repubblica Islamica dell’Iran, che si fonda sulla fede, la determinazione e la volontà di potenza delle persone credenti, dei combattenti e dei martiri.”
Evidenziando come i nemici della Repubblica Islamica non siano mai stati in grado di comprendere i pilastri della forza e potenza della Repubblica Islamica, l’Imam Khamenei ha detto: “I martiri e le loro famiglie costituiscono i solidi pilastri della Repubblica Islamica dell’Iran ed è per questo che l’ordinamento islamico è riuscito ad affrontare differenti e numerose sfide.”
“Ogni volta nella quale stati guidati dalla Rivoluzione e dallo spirito rivoluzionario abbiamo realizzato progressi, e ogni qualvolta abbiamo tralasciato i valori rivoluzionari per compiacere l’Arroganza e ci siamo allontanati dalle posizioni rivoluzionarie siamo arretrati e siamo stati danneggiati”, ha sottolineato la Guida della Rivoluzione Islamica.
L’Imam Khamenei, nell’affermare che i nemici arroganti devono essere affrontati con spirito rivoluzionario, ha dichiarato: “La fede in Dio, nel Jihad e nelle forte motivazioni dei giovani credenti e rivoluzionari rappresentano la fonte della forza e potenza dell’ordinamento islamico nella guerra asimmetrica con il Fronte dell’Arroganza, e sebbene i nemici vedano gli effetti di questa fonte di potenza, sono incapaci di analizzarne la realtà e per questo ricorrono a metodi violenti e crudeli.”
Definendo la creazione dei gruppi terroristici takfiri come DAESH (ISIS) come uno di questi metodi violenti per contrastare l’ordinamento islamico, la Guida della Rivoluzione Islamica ha detto: “Il principale obiettivo dietro la creazione dei gruppi terroristi takfiri e delle loro azioni in Iraq e Siria era quello di invadere l’Iran, ma la forza dell’ordinamento della Repubblica Islamica li ha immobilizzati in Iraq e Siria.”
Dopo aver sottolineato che questi gruppi takfiri non fanno alcuna distinzione tra sunniti e sciiti, attaccando ogni musulmano che difende la Rivoluzione Islamica ed è nemico degli Stati Uniti, l’Imam Khamenei ha parlato della questione del Bahrein: “In Bahrein la questione non attiene un presunto scontro tra sunniti e sciiti. La questione fondamentale attiene un governo tirannico in mano ad una minoranza arrogante ed egoista di fronte alla maggioranza della popolazione.”
Definendo l’aggressione al sapiente religioso Shaykh Isa Qassim come un’indicazione dell’idiozia dei governanti del Bahrein, la Guida della Rivoluzione ha detto: “Shaykh Qassim è una persona che, finché ha potuto parlare con la popolazione del Bahrein, ha prevenuto la formazione di movimenti radicali ed armati, ma i governanti del Bahrein non comprendono che commettere atti di aggressione contro questo diligente sapiente significa rimuovere la barriera di fronte ai giovani energici e dinamici per ogni tipo di azione contro il regime.”
La Guida della Rivoluzione Islamica ha concluso il suo intervento consigliando a tutti di trarre il massimo beneficio dalle Notti di Qadr e dagli ultimi giorni del santo mese di Ramadan: “Durante queste notti e albe, che costituiscono il miglior momento per fare ricorso a Dio e cercare il Suo perdono, attraverso l’assistenza degli spiriti prossimi a Dio, tra i quali quelli dei martiri, con tutto il cuore chiediamo la loro intercessione per ricevere il compiacimento di Dio.”
[Nelle foto l'Imam Khamenei con i figli di alcuni dei martiri iraniani e afghani caduti in difesa dei luoghi sacri in Siria e Iraq].
Fonte: Musulmani Sciiti in Italia