La rivolta del 1963: l'inizio della Rivoluzione Islamica del 79' - 2a p.
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Tehran- L'Iran 1963, la vastità della resistenza e del malcontento della popolazione nei confronti dei progetti dello Shah si potè toccare
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 02, 2022 05:19 Europe/Rome
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Tehran- L'Iran 1963, la vastità della resistenza e del malcontento della popolazione nei confronti dei progetti dello Shah si potè toccare

con mano proprio in quel tragico 5 giugno 1963 quando, infiammate dalle parole delle guide religiose, migliaia e migliaia di persone si riversarono nelle strade noncuranti del rischio cui andavano incontro reclamando il loro diritto ad essere rispettati e a far rispettare i santi precetti islamici.Il massacro della Madrasa FeiziyyehIl grido dell’Imam Khomeyni risvegliò il popolo. Egli usava le ricorrenze religiose per mantenere in vita il movimento.

Con le sue dichiarazioni egli accese la fiamma dell’Islam nel cuore delle masse. Le sue parole uscirono da Qom per raggiungere i punti più remoti del paese.La posizione del governo peggiorava di giorno in giorno. I suoi membri si resero conto di non godere di alcun favore tra le masse. Il governo era sostenuto solo dagli stranieri e da coloro che dagli stranieri erano influenzati. Lo Shah era preoccupato della vastità della resistenza degli ulamà. I suoi agenti, sapendo che l’Imam Khomeyni era la guida del movimento e che Qom ne era il centro, pensarono di attaccare proprio là.

Lo Shah ideò un piano che a suo parere avrebbe potuto provocare una paura tale tra gli ulamà che essi non avrebbero più avuto il coraggio di interferire per vari anni. Il dispotico Shah pensò che uno spargimento di sangue sarebbe stato il mezzo migliore per distruggere il movimento dalle radici. La gente avrebbe avuto paura e avrebbe ritirato il suo appoggio al movimento e sarebbero tutti diventati come dei cimiteri dove regna il silenzio.

Il 25 di Shawwal, che corrisponde al 22 marzo 1963, anniversario del martirio del sesto Imam della Shi’a, l’Imam Jafar as-Sadiq (as), si sarebbe dovuta celebrare una cerimonia alla scuola Feiziyyeh. Migliaia di persone si recarono a Qom per passare la loro vacanza vicino al Santuario di Hadrat Fatima Masumah (as). In questo storico giorno, mentre il giardino di Feiziyyeh era stracolmo e la folla somigliava alle onde del mare, e le guide religiose, una dopo l’altra, si avvicendavano dal minbar per parlare alla folla, cercando di approfittare di tale opportunità per risvegliare il popolo, gli agenti dello Shah cominciarono a mettere in opera il loro piano nefasto e traditore per distruggere l’Islam e gli illuminati precetti del Sacro Corano. Gli agenti dello Shah, armati di mazze e bastoni, si scagliarono senza pietà contro gli inermi studenti di teologia e i loro insegnanti. I combattenti dell’Islam, i sapienti religiosi rivoluzionari, allevati alla scuola di pensiero ed azione del Corano, furono colpiti al punto di cospargere il loro sangue sul terreno. Decine vennero martirizzati e gravemente feriti. Vennero bruciate le copie del Sacro Corano e qualsiasi altro libro che gli agenti del regime tirannico poterono trovare.

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