I missili iraniani su base Mossad
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MOSCA - Le operazioni militari russe in Ucraina stanno producendo i primi riflessi su altri ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 16, 2022 02:16 Europe/Rome
  • I missili iraniani su base Mossad

MOSCA - Le operazioni militari russe in Ucraina stanno producendo i primi riflessi su altri ...

scenari internazionali di crisi, le cui conseguenze si possono fin da ora ipotizzare ma che risulteranno probabilmente più chiare nel medio e lungo periodo. Una delle aree maggiormente interessate è la regione dell'Asia Occidentale e, in particolare, l’Iran, impegnato ultimamente nelle trattative per il ripristino dell’accordo sul nucleare di Vienna (BARJAM) dall’altra. Una scossa alla regione è stata data qualche giorno fa dal lancio di missili iraniani contro una centrale operativa segreta del Mossad del regime sionista sul territorio del Kurdistan iracheno.

L’iniziativa della Repubblica Islamica ha assunto contorni più chiari dopo un paio di giorni dagli eventi, mentre inizialmente era sembrato che l’attacco potesse essere diretto contro il gigantesco edificio che ospita la rappresentanza diplomatica americana nella città di Erbil, capitale della regione curda in Iraq. Questa struttura si trova a pochi chilometri da quella colpita dai razzi iraniani. Il resoconto più dettagliato dell’accaduto da parte iraniana è stato probabilmente quello riportato dal sito di informazione indipendente libanese The Cradle, in grado di citare in esclusiva una fonte di alto livello all’interno dei servizi di sicurezza della Repubblica Islamica.

Secondo questa ricostruzione, nella notte di domenica scorsa 12 missili balistici Fateh hanno colpito la base del Mossad uccidendo tre persone e ferendone altre sette, alcune delle quali in maniera molto seria. Svariati media occidentali avevano in precedenza spiegato che il blitz era una ritorsione per l’attacco israeliano nei pressi di Damasco dello scorso 8 marzo. La fonte di The Cradle ha invece smentito questa versione, assicurando che il governo di Tehran si riserverà di rispondere all’ultima delle offensive anti-iraniane di Israele in Siria in un altro momento.

Il lancio di missili sul “compound” di Erbil è invece una rappresaglia per l’operazione condotta dall'entita' sionista il 14 febbraio dentro i confini dell’Iran. A essere colpita era la base di droni operata dagli stessi Guardiani della Rivoluzione Islamica nella provincia di Kermanshah. Sempre secondo il funzionario iraniano citato da The Cradle, l’attacco era partito dal territorio iracheno e le prove di ciò erano state consegnate al governo di Baghdad. 

Ufficialmente, l’Iraq non consente l’ingresso entro i propri confini ai cittadini israeliani, ma la collaborazione tra Tel Aviv ed alcune milizie curde irachene è risaputa, così come era tutt’altro che un segreto l’esistenza di una base del Mossad in questa regione. Rivelazioni giornalistiche degli anni scorsi avevano spiegato come i servizi segreti israeliani addestrino i militanti in Iraq, per operazioni clandestine in paesi rivali di Tel Aviv, a cominciare appunto dall’Iran. Il regime, l’intelligence e i militari di Israele, come di consueto, si sono finora astenuti dal commentare quanto accaduto a Erbil.

Ritorsioni iraniane non sono una novità, ma le modalità dell’operazione del fine settimana e l’attenzione mostrata da Tehran per l’aspetto mediatico indicano un cambio di passo nel contrasto alle provocazioni del regime sionista. Senza dubbio l’attacco in territorio iraniano meritava una risposta adeguata, malgrado il rischio di innescare un’escalation dello scontro già segnato, tra l’altro, da assassini mirati, cyber-attacchi e incursioni aeree contro installazioni ed equipaggiamenti militari dell’Iran e dei suoi alleati nella regione.

L’operazione iraniana ha però anche implicazioni sia per gli Stati Uniti sia per la Russia e per entrambe le potenze in relazione ai già ricordati colloqui attorno al ristabilimento del BARJAM in corso a Vienna. È interessante innanzitutto come alcuni media israeliani abbiano dato voce agli ambienti governativi e dei servizi di sicurezza che esprimono delusione e preoccupazione per la debolezza della risposta americana in merito al lancio di missili iraniani a Erbil. Queste osservazioni vanno collegate alle tensioni provocate dalla possibile vicinanza a un accordo sul nucleare iraniano, che Tel Aviv continua a vedere con estremo disagio nonostante i toni più moderati rispetto ai tempi di Netanyahu, quanto meno a livello pubblico.