NowRuz e la figura di Jamshid
TEHRAN - Secondo alcuni fonti il NowRuz deve essere ricollegato al re Jamshid, figlio di Tahmuress, che nel giorno stesso in cui salì al trono per governare quasi tutto il mondo ...
(in un’epoca precedente l’impero degli antichi Medi) varò alcune riforme religiose: il popolo, gradendo tali ri-forme, trasformò la ricorrenza di quel giorno, che aveva rinnovato la vita della comunità, in una festa – la festa di NowRuz.
La ricorrenza venne poi osservata anche dagli antichi re, e i festeggiamenti furono organizzati secondo una speciale gerarchia: il primo giorno era detto appartenere ai monarchi, il secondo agli aristocratici, il terzo ai funzionari del re, il quarto ai servitori di corte, il quinto agli abitanti delle città e il sesto ai contadini.
Presso i Sassanidi (III-VII secolo d.C.), però, come ricorda Birouni, il primo giorno di NowRuz il re chiamava a raccolta il popolo, invitandolo alla fratellanza; il secondo egli si occupava dei problemi della popolazione rurale; il terzo giorno apparteneva al clero e ai soldati, il quarto alla famiglia reale, il quinto ai servi del re, che proprio allora venivano gratificati o promossi di rango e il sesto al monarca in persona.
Altre tradizioni aggiunsero elementi ulteriori alle gesta di Jamshid, narrando che il grande re si era costruito un carro a bordo del quale attraversava i cieli; una volta viaggiò così dal Damavand sino a Babol, sulla costa del Mar Caspio, e tutta la gente si raccolse per vederlo passare: il NowRuz costituirebbe tra l’altro anche la festosa celebrazione annuale di quel passaggio.
Vi è chi racconta che nel suo peregrinare celeste Jamshid si recava a volte anche nell’Azarbay-djan, dove si fermava, assidendosi su un trono d’oro che la popolazione locale trasportava sulle spalle: il NowRuz sarebbe dunque la ricorrenza del giorno in cui, grazie alla presenza di Jamshid, il trono sfavillava davanti al sole.
La figura di Jamshid compare in molte delle leggende relative al NowRuz. Birouni, citando un sacerdote zoroastriano, informa che la canna da zucchero fu scoperta in Iran nel giorno di NowRuz, quando Jamshid assaggiò un poco della linfa secreta dal suo fusto: la trovò dolce, e ordinò di lavorarla sino a produrne zucchero. Lo zucchero divenne cosi un popolare bene di scambio, e da quel tempo si usa confezionare dolcetti ed offrirli per il Capodanno.
Al concetto di dolcezza si collega anche la credenza popolare secondo cui, se ci si sveglia la mattina del NowRuz, e in silenzio si assaggia un pò di miele prendendolo con tre dita e si accende una candela, si verrà preservati dalle malattie.
Birouni cita inoltre Ibn Abbas per introdurre una delle tradizioni che illustrano il fondersi della tradizione iranico-zoroastriana del NowRuz con l’Islam: un giorno qualcuno offerse al Profeta Mohammad (S) un dolce su un piattino di rame, ed il Profeta (S) chiese spiegazioni. Gli fu riposto che quel giorno era NowRuz. Il Profeta (S) domandò che cosa fosse NowRuz. La grande festa degli Iraniani, gli fu detto. “Io so – ribattè il Profeta (S) – che la giornata di oggi ricorda il momento in cui l’Onnipotente resuscitò Askareh”. “Ma che cos’è Askareh”? gli domandarono a loro volta i suoi ospiti.
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