Ammiraglio Irani: «Il nemico sappia che lo puniremo con colpi mortali»
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Pars Today - Il comandante della Marina dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, dopo il martirio dei caduti del cacciatorpediniere Dena, ha affermato che «il nemico deve sapere che il lungo elenco dei suoi crimini contro la grande nazione iraniana non sarà dimenticato».
(last modified 2026-03-17T06:43:22+00:00 )
Mar 17, 2026 07:41 Europe/Rome
  • Il comandante della Marina dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, l’ammiraglio Shahram Irani
    Il comandante della Marina dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, l’ammiraglio Shahram Irani

Pars Today - Il comandante della Marina dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, dopo il martirio dei caduti del cacciatorpediniere Dena, ha affermato che «il nemico deve sapere che il lungo elenco dei suoi crimini contro la grande nazione iraniana non sarà dimenticato».

Il comandante della Marina dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, l’ammiraglio Shahram Irani, ha scritto in un messaggio diffuso in occasione del martirio e del ricevimento delle salme dei caduti del cacciatorpediniere Dena che «i valorosi martiri del Dena hanno reso possibile ciò che nella storia della navigazione iraniana sembrava impossibile e, con la loro eroico impegno nella circumnavigazione del globo, con la bandiera dell’Iran issata nei punti più remoti del mondo, con il contrasto al terrorismo marittimo e con la partecipazione alla sicurezza dei mari, sono diventati il glorioso simbolo della Marina iraniana nelle acque internazionali».

Nel messaggio si legge inoltre che «il crudele nemico non ha tollerato il rapido percorso di trasformazione e progresso della Marina dell’Esercito né la sua valorosa presenza nei mari e, spinto da un odio profondo contro la nazione iraniana, a migliaia di chilometri dalla zona della guerra imposta e in violazione di tutte le convenzioni, regole e norme internazionali del mare e dei principi dei diritti umani, ha preso di mira i degni figli dell’Iran con il suo attacco terroristico».

Il comandante della Marina iraniana ha aggiunto nel suo messaggio: «Se il nemico avesse avuto coraggio, avrebbe combattuto apertamente faccia a faccia sul campo di battaglia, e non avrebbe aperto il fuoco, alla maniera dei briganti e dei pirati del mare, da migliaia di chilometri di distanza, contro ospiti e araldi di un’esercitazione di pace».

L’ammiraglio Irani ha infine sottolineato: «Il nemico sappia che non dimenticheremo il lungo elenco dei suoi crimini contro la grande nazione iraniana, non lo perdoneremo e lo puniremo con colpi mortali dove non se lo aspetta. Tutti i miei commilitoni nella Marina dell’Esercito hanno stretto un patto per vendicare il sangue della Guida martire della Rivoluzione, dei martiri del cacciatorpediniere Dena, dei comandanti e dei cari caduti della Guerra del Ramadan».