Ospedale Imam Ali di Andimeshk: I danni dell'attacco americano-israeliano
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Valutazione dei danni degli attacchi sionisti-americani all'ospedale Imam Ali di Andimeshk
Pars Today - In seguito all'attacco americano-sionista contro l'ospedale Imam Ali di Andimeshk, un team di esperti del dipartimento cure dell'Università di Scienze Mediche di Ahvaz è stato dispiegato nel centro medico per valutare l'entità dei danni e pianificare la ricostruzione.
Il dottor Kamali, responsabile delle apparecchiature mediche del dipartimento cure dell'Università di Scienze Mediche di Ahvaz, esprimendo profondo rammarico per l'entità della devastazione inflitta all'ospedale Imam Ali di Andimeshk, nel sud dell'Iran, ha dichiarato: «A seguito di questo attacco, numerosi macchinari e dispositivi medici in reparti vitali della struttura, tra cui pronto soccorso, degenza, dialisi, talassemia, fisioterapia, laboratorio, diagnostica per immagini, terapia intensiva, magazzini delle attrezzature e altre unità, hanno subìto gravi danni. Molte di queste apparecchiature svolgevano un ruolo essenziale nell'erogazione dei servizi quotidiani ai pazienti e il loro blocco impone una notevole pressione sull'intero processo terapeutico».
Sottolineando l'estensione dei danni, ha aggiunto: «Secondo le prime stime, i danni materiali inflitti alle attrezzature e alle infrastrutture dell'ospedale superano finora i 180 miliardi di toman. Considerando la varietà e il valore dei dispositivi medici colpiti, si tratta di una cifra estremamente rilevante, che richiede una pianificazione immediata per compensare e sostituire le strumentazioni perdute».
A questo proposito, Mohammad Raiszadeh, presidente dell'Organizzazione del Sistema Medico della Repubblica Islamica dell'Iran, in una lettera aperta rivolta agli alti funzionari delle istituzioni sanitarie internazionali, ha condannato i recenti attacchi contro i centri medici iraniani, chiedendo un'azione pratica che vada oltre i semplici comunicati di condanna.
In un altro passaggio della missiva, Raiszadeh ha lanciato un netto avvertimento: «Senza dubbio, in caso di silenzio operativo di fronte a questi crimini, anche voi e il resto dei popoli del mondo diventerete in futuro vittime di questi stessi comportamenti disumani e della legge della giungla che hanno instaurato».