Iravani: «Consiglio di Sicurezza non resti in silenzio sulle minacce di Trump»
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Pars Today - L’ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite ha dichiarato: «Il Consiglio di Sicurezza non deve restare in silenzio o indifferente davanti alle minacce ripetute e quotidiane del presidente degli Stati Uniti contro l’Iran».
(last modified 2026-05-21T14:35:14+00:00 )
May 21, 2026 16:04 Europe/Rome
  • Amir Saeid Iravani, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite.
    Amir Saeid Iravani, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite.

Pars Today - L’ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite ha dichiarato: «Il Consiglio di Sicurezza non deve restare in silenzio o indifferente davanti alle minacce ripetute e quotidiane del presidente degli Stati Uniti contro l’Iran».

Amir Saeid Iravani, ambasciatore e rappresentante permanente della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite, mercoledì sera 21 maggio 2026, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla protezione dei civili, ha dichiarato: «La protezione dei civili non è soltanto una preoccupazione umanitaria; è invece, in conformità con il diritto internazionale, le Convenzioni di Ginevra e la Carta delle Nazioni Unite, un obbligo giuridico vincolante».

Iravani ha aggiunto: «Eppure oggi, in misura crescente, i civili sono esposti ad attacchi militari deliberati e a punizioni collettive, mentre le infrastrutture civili sono bersaglio di distruzione sistematica. Questa triste realtà è evidente da Gaza al Libano e, di recente, nella guerra aggressiva contro l’Iran».

L’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso le Nazioni Unite ha inoltre precisato: «Le recenti azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, il 28 febbraio, hanno messo ancora una volta in luce questa amara realtà», ricordando che «nel corso dei quaranta giorni di questa guerra immotivata e brutale, gli aggressori, prendendo deliberatamente di mira civili e infrastrutture civili, hanno commesso violazioni gravi e sistematiche del diritto internazionale umanitario».

Iravani ha sottolineato: «Purtroppo, il Consiglio di Sicurezza, a causa dell’ostruzionismo di un membro permanente che è esso stesso aggressore, ha fallito nell’adempiere alle proprie responsabilità di fronte a queste flagranti violazioni».

Iravani ha concluso: «Il Consiglio di Sicurezza non deve restare in silenzio o indifferente davanti alle minacce ripetute e quotidiane del presidente degli Stati Uniti contro l’Iran, tra cui la minaccia esplicita di bombardare l’Iran e di riportare l’Iran “all’età della pietra”, la distruzione delle infrastrutture energetiche, economiche e industriali, il bersagliamento degli scienziati nucleari e degli alti funzionari iraniani, e persino la retorica e la minaccia di distruggere la civiltà iraniana».