Il sistema di difesa aerea Herz-e Nohom
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Sistema di difesa aerea Herz-e Nohom
Pars Today - Il costante aumento delle minacce aeree a vari livelli e la necessità di proteggere le installazioni e i centri sensibili e vitali hanno spinto alla progettazione e alla costruzione di diversi sistemi di difesa antiaerea per reagire agli attacchi.
Lo sviluppo dei droni, in particolare quelli impiegati per missioni d'attacco, e dei missili da crociera che volano a bassa quota ha accresciuto notevolmente l'importanza delle minacce aeree a bassa altitudine, trasformandole in una sfida cruciale per i sistemi radar e di difesa. Di conseguenza, per contrastarle, la necessità di disporre di sistemi antiaerei a bassa quota assume una rilevanza sempre maggiore. Il lavoro di ricerca per lo sviluppo di sistemi radar e di difesa a bassa quota in diversi Paesi ha portato alla produzione e all'impiego operativo di vari apparati, alcuni dei quali hanno mostrato prestazioni ottimali sui campi di battaglia. Anche la Repubblica Islamica ha compiuto grandi passi in questo ambito: la costruzione e l'attivazione operativa del sistema di difesa aerea a bassa quota Herz-e Nohom rappresentano un traguardo fondamentale in questo settore.
Sguardo generale
Il sistema di difesa missilistica Herz-e Nohom è uno degli apparati difensivi realizzati dal Ministero della Difesa e del Supporto delle Forze Armate, svelato il 19 maggio 2012 alla presenza dell'allora Ministro della Difesa, il generale Vahidi, e del generale martire Hajizadeh, all'epoca comandante della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione. Un anno dopo, nello stesso mese del 2013, è stata inaugurata la sua linea di produzione di massa.
Questo apparato rappresenta di fatto la versione più recente del sistema Ya Zahra, denominata "Ya Zahra-3" o "Herz-e Nohom", ed è dotato di capacità uniche e più avanzate rispetto al modello originale. L'Herz-e Nohom è un sistema di difesa aerea mobile, trasportato su un veicolo trainante o su un camion.
In merito a questo sistema, il generale Vahidi ha dichiarato: «Questo apparato di difesa aerea, intitolato "Herz-e Nohom" in memoria e in onore del nono Imam, Javad al-A'imma, è stato progettato e costruito dagli specialisti dell'Organizzazione delle Industrie Aerospaziali del Ministero della Difesa ed è giunto alla fase di produzione di massa. Si tratta di un complesso sistema difensivo in grado di identificare e tracciare i bersagli a bassa e bassissima quota, colpendoli in modo intelligente e automatico». Da parte sua, il generale Hajizadeh ha sottolineato: «Questo sistema, interamente nazionale, è perfettamente in linea con le tattiche impiegate dalle Forze Armate».
Caratteristiche
Il sistema di difesa Herz-e Nohom deve essere considerato la versione mobile del sistema Ya Zahra. Grazie a questa caratteristica aggiuntiva, l'Herz-e Nohom può essere impiegato come sistema tattico. Naturalmente, in questo apparato il numero dei missili è stato ridotto dai quattro dello Ya Zahra a due, con l'evidente obiettivo di aumentare la mobilità dell'Herz-e Nohom nei teatri operativi. I missili utilizzati da questo sistema sono gli Shahab Thaqeb.
A differenza dello Ya Zahra, l'Herz-e Nohom è un sistema passivo. La natura passiva di un sistema di difesa offre molteplici vantaggi, il più importante dei quali è l'impossibilità di essere rilevato dal nemico. Il funzionamento di un sistema passivo prevede che, invece di emettere onde verso il bersaglio svelando così la propria posizione, esso sfrutti le onde trasmesse da altre fonti collocate altrove. Affidandosi unicamente a un ricevitore radar, il sistema capta le onde riflesse dai bersagli presenti nello spazio aereo ed esegue su tale base le operazioni di scoperta e tracciamento. Nell'Herz-e Nohom vengono impiegati sistemi elettro-ottici che, affiancati ai dati radar primari, forniscono le informazioni necessarie per l'inseguimento dell'obiettivo.
Un altro vantaggio dell'Herz-e Nohom risiede nell'impossibilità di essere individuato dal nemico prima del lancio del missile. Si tratta di una capacità chiave che, considerate le dinamiche delle zone di guerra, impedisce che il sistema venga preso di mira dai velivoli anti-radar avversari. L'Herz-e Nohom è inoltre completamente resistente alla guerra elettronica, impedendo al nemico di disturbarne il funzionamento. Questa stessa caratteristica tattica aumenta le probabilità che il missile colpisca i bersagli designati.
Un ulteriore punto fondamentale riguarda la presenza di un'ampia gamma di sensori elettro-ottici, che consentono all'apparato di operare in modo eccellente in qualsiasi condizione meteorologica e in contesti di guerra elettronica. Oltre ai sensori di tracciamento visivo e termico, il sistema integra un telemetro laser, e l'insieme di queste dotazioni garantisce un'elevata efficienza in contesti atmosferici diversificati. L'Herz-e Nohom è equipaggiato con sensori termici, probabilmente di tipo a imaging, che permettono l'inseguimento del bersaglio anche di notte e in scenari meteorologici avversi. La portata di questi sistemi ausiliari, così come quella del radar, supera la gittata massima del missile, pari a 11-12 chilometri, offrendo così il tempo sufficiente per preparare le procedure di lancio e guidare il vettore fino alla sua massima estensione operativa.
Qualora fosse necessario operare in modalità passiva mantenendo il radar spento, i sistemi ottici e laser soddisferanno le esigenze di acquisizione del bersaglio e di guida del missile. Attraverso la telemetria laser, viene calcolato il momento ottimale per il lancio, garantendo un'elevata precisione di impatto. Ognuno dei metodi di guida integrati nel sistema Ya Zahra consente il puntamento e la guida in modo completamente automatico, avvalendosi di algoritmi ottimizzati e dei sistemi nazionali di identificazione amico-nemico (IFF).
Inoltre, i sistemi di comunicazione e le linee sicure di trasmissione dati permettono di sfruttare le informazioni generate dai radar a lungo e medio raggio, attivi e passivi, presenti nella rete di difesa antiaerea dell'Iran, utilizzandoli come rilevatori primari. Di conseguenza, l'operazione di tracciamento del bersaglio inizia molto più rapidamente grazie alla conoscenza preventiva della direzione e della provenienza delle minacce in volo, ottenendo risultati migliori e riducendo il carico di lavoro dei sistemi di elaborazione. Tra gli altri vantaggi dell'Herz-e Nohom spiccano l'elevata mobilità, l'assetto carrato del sistema, la capacità di operare in notturna, l'interconnessione con la rete di difesa dell'Iran, la capacità di tracciare i bersagli in modalità passiva e molte altre caratteristiche che lo pongono in una posizione di superiorità rispetto ai sistemi analoghi nel mondo.