L'invasione? Costa 6000 euro Così sbarcano i migranti in Italia
Il gruppo criminale era composto da curdo-iracheni, afgani e italiani. Questi, ovviamente in cambio di soldi, davano la possibilità ai migranti di entrare illegalmente nel nostro Paese e raggiungere poi il resto d’Europa, soprattutto la Francia e il Nord Europa.
A volte venivano anche falsificati contratti di lavoro e altri documenti necessari a permettere ai cittadini stranieri di riuscire ad avere la regolarizzazione sul territorio nazionale, nonostante in realtà non vi fossero tali requisiti. Tra gli indagati molti italiani e stranieri, di questi, la maggioranza sono titolari di permessi di soggiorno ottenuti per protezione internazionale. I migranti provenivano soprattutto da Iran, Iraq, Afghanistan e Pakistan. Per il viaggio, la quota richiesta a ogni migrante era di circa 6mila euro, denaro che veniva corrisposto dalle famiglie. Il denaro restava in alcuni punti di raccolta in Turchia e, quando il migrante arrivava nel paese previsto, veniva versato tramite sistemi money transfer o attraverso un meccanismo simile all’hawala, ovvero un un sistema informale di trasferimento di valori basato sulle prestazioni e sull'onore di una vasta rete di mediatori, localizzati principalmente in Medio Oriente, Nord Africa, nel Corno d'Africa ed in Asia meridionale. Tanto denaro in circolo, a disposizione dei gruppi criminali, che veniva usato per comprare imbarcazioni, soprattutto a vela, rubate o noleggiate, e per reclutare skipper che fossero in grado di guidare le imbarcazioni fino alle coste Siracusane. Per gli scafisti ogni traversata valeva circa mille dollari.
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