Quello che c’è da sapere sulla vaccinazione raccontato da Massimo Galli
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“Nessun fastidio. Meno della vaccinazione antinfluenzale, mi domandassero dove l’hai fatto, in questo momento non sarei in condizione di rispondere. Si vociferava di possibile dolenzia nel punto di inoculazione, praticamente non me ne sono accorto”.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 27, 2020 18:22 Europe/Rome
  • Quello che c’è da sapere sulla vaccinazione raccontato da Massimo Galli

“Nessun fastidio. Meno della vaccinazione antinfluenzale, mi domandassero dove l’hai fatto, in questo momento non sarei in condizione di rispondere. Si vociferava di possibile dolenzia nel punto di inoculazione, praticamente non me ne sono accorto”.

Lo ha raccontato ad askanews l’infettivolgo Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, podo dopo la vaccinazione anti-Covid. Galli è stato uno dei primi vaccinati italiani all’ospedale Niguarda di Milano con il vaccino Pfizer Biontech: “C’era un bel clima stamattina al Niguarda, finalmente gioioso. Abbiamo scherzato molto. Ho chiesto al personale che aveva preparato tutto quanto per la vaccinazione ‘come ve la siete cavata? E’ scomodo?’ La risposta è stata ‘nessun problema, nessuna difficoltà, tutto liscio’. E per quanto il vaccino non sia in una siringa già pronta ma in fiale ‘è maneggevolissimo’”.Riguardo alla sostanza Galli è altrettanto convinto: “La tecnica dell’Rna messaggero è rivoluzionaria, è verosimilmente molto più sicura di altre formulazioni e potenzialmente meglio tollerata”. Ma sarà efficace anche per la variante inglese? “Ma sì, non abbiamo motivo di ritenere il contrario. C’è una mutazione nei residui che definiscono il sito di attacco del virus però non c’è motivo di ritenere che questa cosa sia sufficiente a non far funzionare il vaccino”. Galli è serenamente tranchant anche riguardo all’ultima questione vaccino neutralizzante o non neutralizzante: “E’ una discussione che finisce per essere fuorviante. Non abbiamo evidenze che impedisca solo la malattia e non anche di infettarsi. La cosa migliore e più seria sarebbe evitare di continuare a parlarne”; in sintesi anche qui “non c’è motivo di ritenere che gli anticorpi prodotti non siano neutralizzanti”, anzi “da quello che vediamo nei risultati della sperimentazione gli anticorpi non possono non essere che neutralizzanti: la differenza tra chi l’ha fatto e chi ha assunto il placebo è clamorosa; altrimenti non si potrebbe parlare di efficacia al 90%. Su questa questione sono state tirate fuori un po’ troppe ciance”.E bando alle ciance “questa è una giornata che segna una svolta un po’ in tutta Europa. Abbiamo la possibilità di iniziare una vasta campagna vaccinale che non ha precedenti nella storia” e – avverte Galli – è l’unico strumento che può farci lasciare dietro alle spalle la pandemia. Senza probabilmente non ce l’avremmo mai fatta. Questa è la vera cosa importante da dire. La gestione sicura passa per immunizzazione e vaccino”.E gli operatori sanitari che sono titubanti? “E’ un problema che che si ripropone per tutti i vaccini, mi auguro che per questo, visto l’esperienza che è stata fatta da molti, esitazioni non ce ne siano. Cercheremo di convincere tutte le persone con la persuasione”, aggiunge Galli, ma “chi fa un certo mestiere e non si vaccina quel mestiere non lo può fare. Al di là del pessimo esempio. E la mia non è una posizione estremamente pratica. In determinati contesti dobbiamo garantire il massimo della sicurezza, il vaccino la garantisce, e chi non se lo vuol fare è un po’ come se si chiamasse fuori dal lavoro che fa normalmente. E credo che sia necessario prendere delle posizioni anche di una certa decisione, o dentro o fuori”.L’esempio l’infettivologo del Sacco lo ha dato a dimostrazione di quanto ritiene sicuro il vaccino anti covid: “Ho fatto il vaccino e non sono una persona incosciente, non mi voglio così male, non l’avrei fatto altrimenti. L’ho fatto con decisione, con convinzione”. E “il mio è un caldo invito a vaccinarsi”.Poi ricorda che “non c’è assolutamente in tutta la storia della medicina un solo farmaco e un solo vaccino che al 100% non possa dare qualche problema di effetti collaterali o altri, però nella storia saremo ancora a curare le persone con i riti magici se non avessimo intrapreso un’altra strada. Una strada che da diverso tempo è assai più sicura che nel passato. Ad esempio il vaccino contro il vaiolo non era esattamente una passeggiata, un vaccino vivo anche se attenuato che dei problemi te li poteva davvero dare”.Per Galli quelle di chi non vuole vaccinarsi contro il Covid sono “posizioni prevalentemente ideologiche, che hanno pochissimo senso. In ambito sanitario chi si tira indietro non ha giustificazione. Perché giustificazioni mediche per non fare questo vaccino sono pochissime e le giustificazioni di altro tipo credo che per gli operatori sanitari non siano accettabili. Per tutti quanti gli altri io sono per la persuasione, non per l’imposizione, credo che la persuasione sia l’approccio corretto”.L’infettivologo del Sacco sintetizza infine così i motivi per vaccinarsi, e sono tre: uno egoistico, uno confuciano, uno sociale (ma non solo).“I motivi per cui fare questo vaccino – dice – sono sostanzialmente tre: 1) lo fai per te stesso, perché è importante proteggersi, perché infettarsi non è una passeggiata per nessuno; anche per quelli che non hanno sintomi ma sanno di essere infettati è dura da affrontare, l’impatto psicologico è pesante e lo vedi; 2) lo fai per evitare di portare a casa qualcosa che non vorresti, per non infettare mogli, mariti, genitori, nonni, amici; confucianamente lo fai per il tuo clan; 3)lo fai per la società, però nel momento in cui ti vaccini e crei immunità di gregge crei anche le condizioni perché tutto riparta, perché venga restituita anche a te la tua vita normale”. Per cui il messaggio è chiaro: “Se vuoi andare a farti uno Spritz la sera senza che sia un delitto, l’unico modo è questo. Mi pare che ciano tre buonissimi motivi. Se vogliamo ritornare ad una vita normale, se vogliamo avere indietro la vita di prima, bisogna vaccinarsi”, tertium non datur.Comunque “il messaggio da dare oggi è un messaggio di ottimismo e di contentezza”, aggiunge Galli, concludendo il racconto del suo V-day, con un’immagine semplice: “Stamattina c’era un bel sole a Milano”.

 

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