Una possibile soluzione per Ita-Alitalia
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Roma - Tra i tanti dossier industriali che attendono da tempo una soluzione, ...
(last modified 2025-11-02T07:43:40+00:00 )
Feb 19, 2022 02:24 Europe/Rome
  • Una possibile soluzione per Ita-Alitalia

Roma - Tra i tanti dossier industriali che attendono da tempo una soluzione, ...

da Atlantia a Tim fino all’automotive, ce n’è uno che sembra procedere verso un possibile approdo: su Ita, nata dalle ceneri di Alitalia, si sono accese luci di interesse da parte del gruppo MSC e di Lufthansa.

Dossier difficili che toccano dei gruppi industriali molto importanti giacciono da tempo sul tavolo di un governo che appare sostanzialmente inerte in proposito. Molte incertezze permangono così sulla questione di Atlantia come su quella di Tim, mentre negli ultimi tempi si è anche aggiunto il problema dell’auto, con relative società di componentistica che faticano molto a seguire il passo delle trasformazioni tecnologiche e di mercato, minacciando così nel nostro paese una strage sociale di cui registriamo in questi mesi le avvisaglie.

Per un dossier aperto da lunghissima data sembrano ora aprirsi prospettive di rilevante interesse, anche se di certo non per iniziativa del governo.

L’accordo che si intravede in queste settimane per la neonata Ita, costituita da poco sulle ceneri dell’Alitalia, appare infatti, con qualche cautela, che è sempre d’obbligo in una pratica così delicata, la sola possibile conclusione adeguata, quanto inaspettata, di una vicenda che si trascina penosamente ormai da chissà quanti anni.

Bisogna aggiungere che non sono esclusi colpi di coda sulla questione del Sistema Italia, sempre pronto a demolire le possibili soluzioni ai vari problemi.

L’eventuale fallimento dell’operazione che si prospetta farebbe presumibilmente cadere l’ultima possibilità che la vicenda Alitalia abbia almeno una fine dignitosa. Ricordiamo peraltro che siamo ancora alle fasi preliminari di un possibile accordo, ancora per molti aspetti incerto. 

Tale eventuale conclusione appare persino migliore per molti versi di quella che aveva giustamente individuato, ormai molto tempo e molti miliardi di euro fa, il governo Prodi quando aveva preso la decisione di vendere la nostra cosiddetta compagnia di bandiera ad Air France; tale decisione fu poi bloccata sul filo di lana, non senza il consenso delle forze sociali, dal governo Berlusconi, allora appena reduce dalla vittoria nelle elezioni politiche; si diede così vita alla grottesca operazione dei “capitani coraggiosi”, con quel che ne è seguito.

Dunque: il gruppo MSC, controllato dalla famiglia Aponte, ha chiesto al governo Draghi, in associazione con Lufthansa, di acquisire la maggioranza del capitale della Ita, chiedendo che il capitale pubblico resti nella compagine azionaria, sia pure in posizione di minoranza.

Apparentemente anche il gruppo Air France-Klm sembrerebbe in qualche modo interessato al dossier. Si sta ora dando accesso alle carte agli aspiranti compratoriBisogna premettere che dal 15 ottobre 2021, data dell’avvio della nuova compagnia aerea, sino al 31 dicembre dello stesso anno, la società ha trasportato 1,26 milioni di passeggeri, ottenendo un fatturato di 86 milioni di euro, con un incasso per ogni passeggero di circa 60 euro: non certo un bel risultato su tutti i fronti.

Da rilevare, che i ricavi sono risultati del 50% inferiori a quanto previsto dal piano industriale, con annesse elevate perdite: come ha scritto qualcuno, per ogni euro di ricavi, Ita ne ha persi due.

C’è sempre una buona ragione all’Alitalia perché i consuntivi siano sistematicamente peggiori dei preventivi e non ci si poteva aspettare niente di diverso anche questa volta.

La colpa di tutto, per il management, è naturalmente del Covid. Sul fronte del lavoro intanto a fine 2021 i dipendenti della nuova società risultavano essere 2.235, meno dei 2.800  previsti inizialmente; si tratta dell’unica voce di costo su cui i piani sono andati meglio del previsto e questo anche per il drastico taglio degli stipendi rispetto a quelli Alitalia.