Aneddoti sull’Imam Mahdi (aj) (2a parte)
La ricopiatura del libro Durante il periodo dell’‘Allamah Hilli (deceduto nel 726 H.), vi era un sapiente veementemente anti-sciita che predicava molto odio nei loro confronti. Per questo motivo, l’‘Allamah decise di ...
attendere alcune delle sue lezioni. Questo insegnante aveva scritto un libro contro gli sciiti di cui era particolarmente geloso e che non dava a nessuno dei sui studenti. Comunque l’‘Allamah, pian piano, riuscì a convincerlo a farselo prestare per una notte. Quella stessa notte, egli iniziò a copiarlo affinché potesse poi scrivere una risposta al riguardo ma, nel bel mezzo della notte, si addormentò senza poter completare l’intera copiatura. Quando si svegliò, notò che il libro era stato finito di copiare da qualcuno che, alla fine, aveva lasciato le seguenti parole: “Scritto da al-Hujjah”[3].
La fatwa contro il tabacco
Durante il regno dei Qajar, mentre l’Inghilterra aveva intrappolato economicamente l’Iran – appropriandosi di banche, ferrovie, miniere, eccetera – la compagnia inglese delle Indie Orientali aveva monopolizzato il commercio del tabacco, privando la popolazione nativa del proprio legittimo lavoro. L’Ayatullah al-‘Udhma Mirza Muhammad Hasan Shirazi (deceduto nel 1312 AH.), il grande marja’ al-taqlid del suo tempo, si trovò quindi a dover fronteggiare questa situazione pensando di dover emettere una fatwa che bandisse il commercio del tabacco, i cui soldi andavano alla compagnia delle Indie Orientali, per i credenti. Nel frattempo egli riceveva quotidianamente molte minacce di morte che gli intimavano di non emettere una tale fatwa, la quale avrebbe paralizzato economicamente i principali interessi inglesi. I giorni passarono ma egli non prese nessuna decisione. Poi un suo studente di nome Seyyed chiese di poter parlare privatamente con lui. Dopo aver concordato, con il permesso dell’insegnante, di mettere in disparte le formalità da rispettare tra insegnante e discepolo, egli gli disse: “Cosa stai aspettando! Hai paura di essere ucciso? Sarebbe un onore per tutti noi se il nostro insegnante raggiungesse il martirio per difendere la religione!”. Dopo quell’incontro, l’Ayatullah Shirazi si isolò in disparte nel sirdab e vide un volto splendente, assai luminoso. Subito dopo scrisse e pubblicò la fatwa con le seguenti parole: “In nome d’Iddio, il Clemente, il Misericordioso: da oggi, un qualsivoglia utilizzo del tabacco equivale a dichiarare guerra contro l’Imam Mahdi”[4].
[1] Fonte: “al-Ihtijaj” di al-Tabarsi
[2] Fonte: “al-Muhajjah al-Sammarah” di Seyyed Ibn Tawus
[3] Fonte: “Majalis al-Mu’minin” di Qadhi Nurullah Shushtari
[4] Citato da Seyyed Husayn Ha’eri, nipote del defunto Seyyed Muhammad Fisharki
Fonte: http://islamshia.org/aneddoti-sullimam-mahdi-aj/