Il mese di Ramadan (1a parte)
Il Mese di Ramadan è sacro perché questo è il mese in cui fu rivelato il Sacro Corano e perché questo è il mese che contiene “Lailat-ul-Qadr“.
Per questo motivo è opportuno conoscere qualche cosa circa questo Santo Libro, la più grande di tutte le Rivelazioni Divine, la miglior Rivelazione che i discendenti di Adamo hanno ricevuto dal loro Signore.
Il Messaggero di Dio (S) disse: “Iddio recitò la Sura Rah-Ha e Ya-Sin mille anni prima che fosse creato Adamo e quando gli Angeli le ascoltarono, esclamarono: – Congratulazioni a coloro cui simili parole sono state rivelate e congratulazioni ai cuori che le memorizzano e congratulazioni alle lingue che le recitano.”
Disse il Messaggero di Dio (S): “I cuori si arrugginiscono così come si arruginise il ferro”. Gli fu chiesto: “Che cosa rimuove questa ruggine?”. Egli rispose: “La recitazione del Corano e il ricordo della morte”.
I MERITI DI RECITARE IL CORANO DURANTE IL MESE DI RAMADAN
Colui che recita 10 versetti la notte non sarà annoverato tra gli indifferenti.
Colui che recita 50 versetti sarà annoverato tra coloro che ricordano frequentemente Dio (dhakirin).
Se recita 100 versetti sarà annoverato tra coloro che costantemente fanno du’a (qanitin).
Se recita 300 versetti sarà annoverato fra i vittoriosi (fa’aizin).
Se recita 500 versetti sarà annoverato tra coloro che pervengono al grado di Ijtihad (mujtahidin).
IL MESE DI RAMADAN E’ IL MESE DEL PENTIMENTO
Cos’è il pentimento? E’ sufficiente dire “mi pento e spero che Dio mi perdoni” per essere perdonati? Come si aspetta Dio che i Suoi servi peccatori cerchino il pentimento, e che sicurezza – se sicurezza può esserci – essi possono avere del fatto che Egli accetti il loro pentimento? Qual è la conseguenza se il pentimento di uno è respinto? Che possibilità abbiamo di salvare la nostra pelle dal fuoco dell’Inferno?
E rivelammo nel Corano ciò che è medicamento e misericordia per i credenti; ma agli iniqui esso non farà che accrescere il traviamento” (Corano 17, 82).
Nessuno è esente dal dovere di cercare il perdono di Dio e pentirsi delle proprie mancanze ed errori. Anche il nostro Profeta (S) usava chiedere perdono a Dio almeno cento volte al giorno, pur senza aver commesso alcun peccato.
Nella sura 9, At-Tawbah (Il Pentimento), rivelata a Medina nell’anno 9 dell’Egira e che è l’unica a non iniziare con l’invocazione abituale “Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole” poiché questa formula è annuncio di grazia e pace, mentre questa Sura contiene solo minacce per gli idolatri, dice, nel suo versetto 3: “Ecco, da parte di Dio e del Suo Messaggero, un proclama alle genti nel giorno del Pellegrinaggio: “Iddio e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti. Se vi pentite, sarà meglio per voi; se invece volgete le spalle, sappiate che non potrete ridurre Iddio all’impotenza. Annuncia, a coloro che non credono, un doloroso castigo”
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L’Islam enfatizza la trascendenza in ciò che si riferisce a questa vita, né più, né meno che come una opportunità unica e preziosa per prepararci alla vita reale prossima a venire: “La vita eterna”.
Fonte: http://islamshia.org/il-mese-di-ramadan-y-al-jabir/