Lancio della mappa della storia orale palestinese
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BEIRUT-È stata lanciata online una innovativa Mappa della storia orale palestinese, che consente agli utenti di “esplorare le testimonianze basate sui punti di riferimento storici che descrivono, dalle scuole, agli ospedali, alle fabbriche, fino ai fiumi, alle valli e alle montagne”.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 20, 2019 15:46 Europe/Rome
  • Lancio della mappa della storia orale palestinese

BEIRUT-È stata lanciata online una innovativa Mappa della storia orale palestinese, che consente agli utenti di “esplorare le testimonianze basate sui punti di riferimento storici che descrivono, dalle scuole, agli ospedali, alle fabbriche, fino ai fiumi, alle valli e alle montagne”.

Il progetto fa parte del Palestinian Oral History Archive (POHA) presso l’American University of Beirut, ed ha richiesto sei mesi di lavoro. Il POHA contiene un archivio di oltre 1.000 ore di interviste con i palestinesi che hanno vissuto la Nakba.

Secondo un comunicato stampa, “il progetto è un mezzo per navigare nella piattaforma di storia orale POHA, che contiene oltre mille ore di testimonianze orali dei palestinesi che hanno vissuto la Nakba, descrivendo la vita e la cultura di tutti i giorni in Palestina prima del 1948, così come le loro esperienze di dislocamento ed esilio”.

La mappa interattiva consente agli utenti di ascoltare le testimonianze “nel contesto di dettagliate mappe storiche degli anni ’40 che Visualising Palestine ha contribuito a rendere disponibili attraverso Palestine Open Maps”.

Palestine Open Maps è un progetto avviato da Visualizing Palestine e supportato anche dal Bassel Khartabil Free Culture Fellowship, con un corredo di mappe ricco di oltre 200 fogli cartografici in varie scale prodotti dal British Mandate Survey of Palestine, per lo più durante gli anni ’40.

Per sfruttare appieno questa piattaforma e le interviste per il POHA attualmente è richiesta una conoscenza di inglese e arabo, poiché le interviste stesse sono disponibili solo in arabo, mentre i nomi dei punti di riferimento sono solo in inglese o in arabo traslitterato.

Secondo il comunicato stampa, nei prossimi mesi saranno presentati nuovi modi per rendere le mappe più fruibili e condivisibili.

 

Fonte:Infopal.it