Islam, l’esegesi del Corano (1a parte)
Prima di voler comprendere i significati del sacro Corano e cercarne la corretta interpretazione sarebbe opportuno fare almeno una breve premessa sull’esegesi coranica, con il beneplacito di Allah, gloria a Lui l’Altissimo, e questo è quanto cercheremo di fare nelle righe seguenti.
Secondo alcuni studiosi il miglior sistema per comprendere il sacro Corano sarebbe quello di far riferimento alla modalità di interpretazione dei Sahaba ossia i Compagni del nobile Profeta, su di lui la pace e sulla sua famiglia, coloro che lo hanno accompagnato perlomeno in un periodo della sua vita e sono stati con lui sostenendolo. Tra essi vi fu anche l’Emiro dei Credenti Ali Ibn Abi Talib, su di lui la pace, il quale gode di una posizione particolare ai nostri occhi ed eccelle rispetto ad ogni altro Compagno non solo a causa delle sue distinte qualità morali ed etiche ma anche alla sua stazione spirituale che lo ha reso la persona più vicina a Allah, gloria a Lui l’Altissimo, dopo il nobile Profeta Muhammad, su di lui la pace e sulla famiglia.
I sostenitori di questa corrente di pensiero, che ritiene l’opinione dei Sahaba come il miglior mezzo per giungere ad una corretta e legittima interpretazione del sacro Corano, vengono a volte chiamati Ahl al-Hadith ossia “la Gente delle tradizioni” poiché essi si rifanno a quanto è stato detto e compiuto dai Sahaba e quindi alle loro tradizioni. In genere i Sahaba interpretavano i versetti del sacro Corano in base al loro significato letterale ed apparente cercando di riportare la causa particolare della rivelazione di un determinato versetto e analizzando il contesto e l’evento in cui questi è disceso ed è stato rivelato. Nello spiegare il sacro Corano, i Sahaba facevano anche riferimento alle tradizioni del nobile Profeta, su di lui la pace e sulla sua famiglia, anche se non con la stessa enfasi dei loro studenti (i tabi’iyn). A volte un versetto veniva spiegato proponendo un altro versetto come chiarificazione.
Questo sistema presenta però vari problemi. Innanzitutto la gran parte delle tradizioni narrate dai Sahaba non ci sono giunte da catene di trasmissione affidabili, in ispecie le tradizioni concernenti la spiegazione dei versetti del sacro Corano. In secondo luogo molte di queste tradizioni fanno parte delle isra’iliyyat ossia una categoria particolare di tradizioni che sono state fabbricate e inventate. Per esempio alcuni Compagni del nobile Profeta, su di lui la pace e sulla sua famiglia, onde spiegare e approfondire le storie dei profeti precedenti fecero riferimento alle storie contenute nelle rivelazioni anteriori come la Torah o il Vangelo oppure a chi, ebreo o cristiano, avendo abbracciato l’Islam già conosceva queste storie. Il problema inerente alla suddetta situazione è ovvio: seppur le rivelazioni precedenti siano state annunciate attraverso l’intermediazione dei profeti, è vero anche che esse vennero alterate non rispecchiando più, quindi, la loro forma e il loro significato originale. Infine si deve notare che l’autorità dei Sahaba nell’interpretare il sacro Corano non viene resa esplicita in un nessuna tradizione autentica: ciò significa che l’opinione di un Compagno, in linea di principio, non è più o meno legittima dell’opinione di qualsiasi altro esegeta.
Fonte: http://islamshia.org/lesegesi-del-corano/