Lo sviluppo degli Hadith nella Shi’a (1a parte)
Le narrazioni del Profeta (Saw) e dei dodici Imm (as) sono sempre state venerate come una fonte primaria nella comprensione della religione e del Sacro Corano.
Nient’altro che le loro parole, queste narrazioni (hadith) – insieme con la loro condotta e tacita approvazione delle azioni – costituiscono il triangolo della Sunnah. L’alta stima accordata alla Sunnah appare nelle ampie raccolte di hadith tra gli Sciiti e i Sunniti. Lo studio della Sunnah sostiene tutte le scienze islamiche, e senza dubbio, i sapienti di ogni disciplina islamica sono indebitati con i compilatori di ogni epoca che hanno reso disponibili e spiegato questi hadith per venire incontro alle necessità del loro tempo.
In questo articolo tracceremo in maniera sintetica lo sviluppo delle opere di hadith all’interno della Shi’a. Incentrato sulla pubblicazione delle quattro opere canoniche, lo studio degli ahadith sciiti può essere suddiviso in sei periodi:
L’iniziale trascrizione degli hadith.
I quattrocento libri.
La compilazione delle maggiori raccolte di hadith sciite.
Il completamento delle maggiori raccolte di hadith sciite.
La spiegazione delle maggiori raccolte di hadith sciite.
La sistematizzazione delle maggiori raccolte di hadith sciite.
Primo periodo: La trascrizione iniziale degli ahadith. La prima trascrizione di hadith sciita si materializzò durante il primo secolo dell’era islamica, dal tempo del Profeta (S) al tempo dell’Imam al-Baqir (as). Questo periodo fu caratterizzato da alcuni severe proibizioni da parte dei primi califfi di trascrivere hadith.
Le fonti storiche menzionano molti libri di Compagni del Profeta (S) che non esistono più, quali il libro di Salman al-Farsi, il Kitab al-Khutbah di Abu Dharr, i trattati di ‘Abdullah ibn ‘Abbas riguardanti i verdetti dell’Imam ‘Ali (as), e il libro di Jabir ibn ‘Abdullah al-Ansari (1). Altri libri sono sopravvissuti parzialmente come il libro di Sulaym ibn Qays (2). Altri non sono accessibili, ma si ritiene siano in possesso degli Imam (as), come il libro di ‘Ali (as) (3), il trattato di Fatima (as) (4) e il trattato di ‘Ali (as) (5). Opere esistenti di questo periodo iniziale includono al-Sahifa al-Sajjadiyya (6).
Secondo periodo: In accordo a una ricerca ben definita, il numero di opere di hadith scritte in questo periodo supera le seimilaseicento. Si è comunque formato gradualmente un consenso riguardo l’autenticità di quattrocento di esse (7). Il termine “quattrocento libri” si riferisce al corpus di opere di hadith composta dal tempo dell’Imam ‘Ali (as) fino al tempo dell’Imam Hasan al-‘Askari (as) (232-260 AH), particolarmente durante il tempo del quinto e sesto Imam (as). Dopo l’Occultazione Minore, queste fonti primarie hanno consentito la compilazione delle prime maggiori raccolte di hadith, qualial-Kafi di Thiqatul-Islam al-Kulayni (m. 329), e continuato a funzionare come referenze per i successivi sapienti.
Fonte: http://islamshia.org/lo-sviluppo-degli-hadith-nella-shia/