La luce eterna (2a parte)
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Il sostegno della giustizia e la lotta alla prevaricazione e all’oppressione:
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Set 09, 2019 05:38 Europe/Rome
  • La luce eterna (2a parte)

Il sostegno della giustizia e la lotta alla prevaricazione e all’oppressione:

Stabilire i valori divini ed etici e lottare contro che ostacolano la loro pratica, è compito dei Profeti di Dio e delle guide religiose. Dio Altissimo nel Corano dice: “Invero inviammo i nostri messaggeri con prove inequivocabili e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia (la Legge) affinché gli uomini osservassero l’equità” (15).

D’altro canto per osservare la giustizia e l’etica è necessario un governo giusto, perciò nell’Islam il governo (fondato sui principi religiosi) è la base e il principio di ogni bene e riforma in senso buono. Se il governo è giusto, chiama la gente al bene e se invece è corrotto, conduce la gente alla depravazione.

L’Imam Hosseyn (As) in una lettera alla gente di Kufa scriveva: “Giuro sulla mia vita, è Imam (guida e capo del governo) soltanto colui che regna secondo il Libro di Dio, pratica la giustizia, crede alla religione vera e si dedica a fare tutto ciò solamente per amore divino” (16).

Non è consentito tacere di fronte all’oppressione e alla depravazione, bensì è essenziale e necessario opporsi ad esse e combatterle.

L’Imam Hosseyn (Aa) rimproverava coloro che indossate le vesti della religione e della scienza tacevano, e diceva: “Avete visto con i vostri occhi che i patti di Dio sono stati infranti, ma non temete nulla, mentre temevate per la rottura dei patti dei vostri avi. Ora il patto e l’impegno del Profeta di Dio non hanno nessun valore. E i ciechi, i muti e gli storpi in tutte le città sono rimasti senza tutori e non c’è nessuna pietà per loro. E voi non vi date da fare secondo la vostra capacità  e responsabilità e non osservate chi lavora in questa direzione, e rimanete tranquilli tollerando gli oppressori. Tutte queste sono le questioni che Dio vi ha ordinato di proibire e non commettere, ma ve ne siete astenuti” (17).

 

Formare il governo secondo la verità e la giustizia fu un diritto e un dovere dell’Imam Hosseyn, ma date le condizioni di quel tempo, ciò era impossibile. Tuttavia l’Imam è insorto sulla via della lotta contro l’oppressore e l’usurpatore del governo, per adempiere al suo secondo dovere che era la lotta contro l’oppressione.

Allora anche se fu impossibile praticare il bene, era però possibile proibire il male attraverso il martirio: risolse quindi di sollevare la bandiera della lotta e della ribellione.

L’Imam Hosseyn (Aa) rivolgendosi in una lettera ad alcuni abitanti di Kufa, e anche al suo incontro col primo gruppo dell’esercito nemico, citando un hadith del Nobile Profeta (S), disse: “Chiunque vede un regnante oppressore che ha dichiarato leciti i divieti di Dio, ha rotto il patto divino ed è in contrasto con la tradizione del Profeta di Dio, ed ha un atteggiamento peccaminoso e ostile con i servi di Dio. Ma se non protesta e non critica né con le parole né con i fatti, merita che Dio lo conduca allo stesso luogo (l’inferno) dove farà entrare il regnante oppressore ed ingiusto”.

L’Imam poi aggiunge: “E sapete che questa gente (Yazid e i suoi seguaci) ci tengono ad obbedire a Satana e hanno rifiutato l’obbedienza di Dio manifestando la depravazione, e non rispettano e non osservano i limiti imposti da Dio, appropriandosi dei beni dei musulmani considerandoli propri. E considerano lecito ciò che è proibito e proibito ciò che è lecito e io sono la persona più adatta per contrastarli” (18).

L’insurrezione dell’Imam Hosseyn (A) era un grido di difesa dei diseredati, degli oppressi e dei poveri, la sua rivolta era una contestazione contro l’oppressione, la depravazione e la miscredenza del sistema di governo oppressore e ingiusto dell’epoca.

NOTE

(1) Usul Kafi, Il libro di al-Hajja.

(2) Mafatih al-Jinan, L’invocazione di Arafa.

(3) Bihar al-Anwar, vol. 44, p. 328.

(4) Ibid., p. 329.

(5) Ibid., p. 365.

(6) Safinat al-Bahar.

(7) Naqsh al-Mahmum, Bihar al-Anwar, vol. 44, p. 366.

(8) Nahj al-Balagha, il testamento dell’Imam Alì all’Imam Hassan Mujtaba.

(9) Bihar al-Anwar, vol. 44, p. 196.

(10) Ibid., pag. 325.

(11) Ibid., pag. 326.

(12) Ibid., p. 329.

(13) Tuhuf al-‘uqul, p. 245.

(14) Bihar al-Anwar, vol. 45, p. 7.

(15) Il Corano, Sura Hadid.

(16) Bihar al-Anwar, vol. 44, p. 334.

(17) Tuhuf al-‘uqul, p. 242.

(18) Naqsh al-Mahmum, Bihar al-Anwar, vol. 44, p. 382.

Fonte: http://islamshia.org/ashura-la-luce-eterna/