Il digiuno di ‘Ashura (2a p.)
Probabilmente, nei tempi antichi, le due branche della famiglia abramica seguivano lo stesso sistema di intercalare un mese aggiuntivo sette volte in un ciclo di diciannove anni. E in questo modo il settimo mese ebraico, Tishri I, coincideva con Muharram.
E l’’Ashura di Muharram coincideva con il dieci di Tishri I, il Giorno Ebraico dell’Espiazione – un giorno di digiuno. In quell’articolo osservavo che i due calendari persero la loro concomitanza quando l’Islam, nel nono anno dell’Egira, annullò l’intercalazione.
Ma da una considerazione più profonda traspare che la concomitanza venne perduta molto prima dell’avvento dell’Islam, perché gli arabi non seguivano alcun calcolo matematico nel loro intercalare. E’ per questo che il mese di Muharram del secondo anno dell’Egira iniziò il 5 Luglio 623 d.C. (al-Munjid), mesi prima del Tishri I (con coincideva sempre con Settembre-Ottobre).
Chiaramente, ‘Ashura di Muharram in quell’anno (e durante l’intera vita del Profeta a Medina) non ha avuto alcun significato per gli ebrei.
La domanda è: perché essi digiunavano in quel giorno?
Secondo: la letteratura ebraica midrashica collega il decimo giorno del settimo mese (Yom Hakippurim – il Giorno dell’Espiazione) all’evento della consegna delle Tavole del Patto sul Monte Sinai, come il Dr. Mishael Maswari-Caspi ha scritto nella sua lettera, citata nel mio precedente articolo sopra menzionato.
La questione è: se gli ebrei avessero voluto mantenere in vista la concomitanza andata perduta da lungo tempo tra Tishri I e Muharram, come mai hanno dimenticato di narrare questa tradizione al Profeta (S)?
Terzo: il mese in cui Dio ha liberato gli Israeliti da Faraone era Abib (vale a dire Rajab), come la Bibbia afferma chiaramente: “Osserva il mese di Abib e celebra la pasqua in onore del Signore tuo Dio perché nel mese di Abib il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire dall’Egitto, durante la notte” (Deuteronomio, 16:1)
La questione è: gli ebrei come hanno potuto trasferire un evento di Abib (che originariamente coincideva con Rajab) a Muharram, sfidando apertamente la loro Torah?
E infine un punto su cui dovrebbero riflettere i musulmani: il Profeta (S) venne inviato con una religione per abrogare tutte le religioni e shari’ah precedenti. Come mai egli avrebbe accettato di imitare i costumi dei giudei?
E’ chiaro dai fatti sopra menzionati che i giudei non avevano alcun motivo per digiunare nel giorno di ‘Ashura di Muharram in quel periodo; e questa storia, costruita su tale premessa, non è altro che una finzione. Ovviamente è stata inventata da un narratore che sapeva soltanto che una volta Muharram coincise con l’ebraico Tishri I; ma era totalmente ignaro della religione e cultura ebraica contemporanea.
Siamo costretti qui a menzionare che questa ed altre tradizioni simili vennero fabbricate dallo schieramento dei seguaci degli Ummayadi, dopo il martirio dell’Imam Husayn (as), come parte della loro campagna per trasformare il dieci di Muharram in un giorno di gioia.
Queste tradizioni sono dello stesso genere di quelle che affermano che fu nel decimo giorno di Muharram che l’arca di Noè approdò sul Monte Arafat, il fuoco divenne freddo e salvò Abramo e Gesù ascese al cielo. Nella stessa categoria rientrano le tradizioni che esortano i musulmani a celebrare ‘Ashura come una festa di gioia, e a conservare il proprio cibo in questo giorno perché ciò aumenterebbe il proprio sostentamento e porterebbe le benedizioni di Allah sulla famiglia.
Nota
[1] http://www.al-islam.org/al-serat/vol-8-no-3-4/fast-ashura-sayyid-saeed-akhtar-rizvi/fast-ashura
Fonte: http://islamshia.org/il-digiuno-di-ashura-s-a-rizvi/