Il concetto di martirio nell’Islam (1a parte)
Iddio dice nel Corano: “Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Dio. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore, lieti di quello che Iddio, per Sua grazia, concede.
E a quelli che sono rimasti dietro loro, danno la lieta novella: “Nessun timore, non ci sarà afflizione”. Annunciano la novella del beneficio di Dio e della grazia e che Iddio non lascia andar perduto il compenso dei credenti.” (Sura al-Imran, 169-171)
Questi tre versetti dimostrano che i martiri non vengono vinti dalla morte. Nel momento in cui un credente è ucciso sulla Via di Dio, inizia la sua vita eterna; una vita in cui trae sostentamento da Dio. Egli gioisce per sé stesso e spera che anche coloro che ha lasciato indietro possano ricevere l’onore del martirio, così da poter raggiungere questa perenne, eterna vita come lui.
Perché Iddio ha elargito questo speciale favore ai martiri?
Il valore e merito di un sacrificio dipende interamente dal valore dell’obiettivo per il quale esso è stato offerto. Molte persone sacrificano le loro vite per la ricchezza. Ma si tratta di sprecare la vita e nient’altro. Come può una vita essere immortale, se era sufficientemente indegna da essere sacrificata per alcune pietre o minerali? Non importa quanto preziosi siano oro e diamanti: sono senza vita. Questi tesori non hanno vita, come possono quindi rendere una vita immortale?
Potere politico? Prestigio? Fama? Popolarità? Niente di ciò possiede alcuna esistenza indipendente. Si tratta di cose immaginarie. Come viene detto “la bellezza è negli occhi dello spettatore”. Similmente queste immagini immaginarie esistono soltanto nella mente delle persone, sono soltanto immagini transitorie. Prima ci sono; poi non ci sono più. Una vita sacrificata sul loro altare sparirà proprio come un’ombra passeggera.
Coloro che hanno una fede superficiale nel Creatore non possono comprendere mai il mistero del martirio. Rimangono perplessi sul perché i Musulmani, i veri credenti, appaiono desiderosi di morire sulla via di Dio. Essi li chiamano “battaglioni suicidi” (1). Ma non si tratta di suicidio. Il suicidio è un concetto antitetico alla vita, mentre il martirio ne rappresenta la continuazione.
Nell’Islam anche una morte ordinaria non rappresenta la fine della vita; essa è il passaggio da questo mondo all’altro. Quanto bella o brutta sarà questa [nuova] vita, dipende dalla propria fede e azioni. Ma il martirio rimuove questa incertezza, questa suspense. Esso conferisce immediatamente al martire la gioia, la beatitudine eterna e una vita immortale presso Iddio.
Questa è quindi la realtà che il Corano ci ha insegnato: che se saremo uccisi sulla via di Dio, continueremo le nostre vite nell’altro mondo con vero onore e reale prestigio. Non solo questo: dobbiamo sacrificare una vita transitoria di alcuni anni, ma Dio ci ricompenserà con una vita eterna e infinita alla Sua presenza. Questo perché Iddio, l’Eterno, è il Creatore della vita, e quando una vita è sacrificata per compiacerLo, Egli nella Sua misericordia dona prestigiosa immortalità a questa vita.
Fonte: http://islamshia.org/tra-due-mondi/