La vera aspirazione: la storia di un’anziana donna (2a p.)
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Chiaramente l’aspirazione della vecchia donna dei Banī Isrā’īl ci spinge a “comprendere il nostro vero bisogno innato” e pregare di conseguenza.
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Ott 07, 2019 04:23 Europe/Rome
  • La vera aspirazione: la storia di un’anziana donna (2a p.)

Chiaramente l’aspirazione della vecchia donna dei Banī Isrā’īl ci spinge a “comprendere il nostro vero bisogno innato” e pregare di conseguenza.

La nostra aspirazione dovrebbe essere il perdono dei peccati e la prossimità divina. Sì, cercare una “lunga vita”, “molto sostentamento”, ecc. come mezzi per permetterci di raggiungere la vicinanza di Dio è altamente raccomandato. Le nostre suppliche sono piene di espressioni di tali bisogni. Ma i bisogni materiali devono sempre essere cercati quali mezzi per il “Grande Ritorno” a Dio. Altrimenti questi stessi benefici mondani possono solo ampliare il divario. Apprendiamo la lezione della Nobile Āsiya, la moglie del Faraone, che nonostante abbia goduto di tutti i piaceri mondani non si arrese a Faraone e affrontò dolorose torture per mano sua. Iddio Onnipotente menziona la sua supplica come segue:

رَبِّ ابْنِ لِي عِنْدَكَ بَيْتاً فِي الْجَنَّةِ

O Signore, costruisci per me, VICINO A TE, una casa in Paradiso

L’Āyatullāh al-‘Uzmā Shaykh Jawādī Āmūlī (che Iddio possa prolungarne la vita), il commentatore contemporaneo del Corano e vero successore del suo maestro ‘Allāmah Tabātabā’ī nella scienza del tafsīr, dice [2]:

 “Questa donna chiede il Paradiso vicino a Dio, mentre altri cercano solo il Paradiso…Tuttavia questa signora prima chiede Dio, e solo dopo una casa vicino a Dio. Non dice: Rabbibni lī baytan fi’l Janna (‘O Signore, costruisci per me una casa in Paradiso’), né dice: Rabbibni lī baytan ‘indaka fi’l Janna (‘O Signore, costruisci per me UNA CASA vicino a Te in Paradiso’). Ella dice piuttosto: Rabbibni lī ‘indaka baytan fi’l Janna (‘O Signore, costruisci per me VICINO a Te una casa in Paradiso’). Prima menziona ‘la vicinanza di Dio’ e poi parla del Paradiso. Se parliamo in termini di al-Jār Thummaddār (“prima il vicino, poi la propria casa”, celebre hadith di Fatima Zahra, ndt), questa signora dice: Allāh, thumma al-Janna (Prima Dio, poi il Paradiso). Certamente il Paradiso che è indallāh (presso Iddio) è molto diverso dal Paradiso ‘al di sotto del quale scorrono i fiumi’…”

Allamah Tabataba’i dice [3]:

الْجَمْعُ بَيْنَ كَوْنِ الْبَيْتِ الْمَبْنِيِّ لَهَا عِنْدَ اللٌّهِ وَفِي الْجَنَّةِ، لِكَوْنِ الْجَنَّةِ دَارَ الْقُرْبِ مِنَ اللٌّهِ

 “Cercare al tempo stesso una casa costruita vicino a Dio e in Paradiso è dovuto al fatto che il Paradiso è la dimora della prossimità divina”.

NOTE

[1] Rawdat al-Kāfī, v. 8, pp. 110-111

 [2] Zan dar āineye Jamālo Jalāl, pp. 156-157

 [3] Tafsir Al-Mīzān, v. 19, pag. 344

Fonte: http://islamshia.org/la-vera-aspirazione-la-storia-di-unanziana-donna/