Origine e filosofia dell’Arba’in dell’Imam Husayn (AS)- 2a parte
Rivolgendosi ad al-Husayn, pace su di lui, egli disse: “Perché questo amato non risponde alla chiamata dell’innamorato?
Ma come puoi rispondere, mentre le tue vene sono state tagliate, ed il tuo corpo separato dalla tua testa? Testimonio che sei il discendente dei Profeti, ed il figlio della Guida dei credenti, e il discendente del compagno della Taqwa, e il discendente della Guida, e il quinto membro della Gente del Mantello (Ahl-al-Kisa’), e il figlio della Guida dei credenti, ed il figlio di Fatimah, la regina delle donne; come non puoi essere ciò, quando la mano della Guida dei Messaggeri -pace su di lui e sulla sua famiglia- ti ha nutrito, e sei stato allattato dal seno del credo, e svezzato dai seni della gente pia, e Dio era compiaciuto di te durante la tua vita e dopo la tua morte; comunque, i cuori dei credenti sono tristi a causa della tua separazione, e non dubitano rispetto al tuo grande rango. La pace e l’approvazione di Dio siano su di te. E testimonio che hai affrontato quello che tuo fratello [il Profeta] Yahya, pace su di lui, ha affrontato.”
Quindi Jabir percepì la presenza spirituale attorno alla tomba e disse: “Pace su di te e sugli spiriti che sono discesi attorno a al-Husayn, pace su di lui…Testimonio che eri risoluto nella Preghiera e nell’elargire la zakat e hai comandato il bene e proibito il male e lottato contro i negatori della religione e hai adorato Dio fino [a raggiungere] la piena Certezza (yaqin). Giuro su Colui che ha inviato Muhammad come Profeta con verità: in realtà noi abbiamo partecipato con te in quello che hai affrontato.”
‘Atiyyah (non comprendendo questa potente affermazione fatta da Jabir) dice: “Chiesi a Jabir: “Come può essere possibile quando noi non abbiamo disceso alcuna valle, né scalato alcuna montagna, né combattuto con la spada, mentre le teste dei compagni di al-Husayn (as) venivano separate dai loro corpi, i loro figli resi orfani e le loro rese donne vedove?”
Jabir disse: “O ‘Atiyyah, ho ascoltato il mio amato, il Messaggero di Dio (S), dire: “Chiunque ama una comunità, sarà resuscitato con essa; e chiunque ama l’azione di una comunità, verrà ritenuto come avesse partecipato a questa azione. Giuro su Colui che ha inviato Muhammad come Profeta, in verità la mia intenzione e l’intenzione dei miei compagni è conforme all’intenzione di al-Husayn e dei suoi compagni.”
[Poi Jabir disse a ‘Atiyyah]: “Portami verso le case di Kufa.”
‘Atiyyah disse: “Quando raggiungemmo un certo punto della strada, Jabir mi disse: “O ‘Atiyyah, posso darti un consiglio, visto che non penso di incontrarti nuovamente dopo questo breve viaggio? Ama colui che ama la Famiglia di Muhammad quanto questa persona ama loro, e odia coloro che odiano la Famiglia di Muhammad quanto questa persona li odia; perché se una persona digiuna e prega frequentemente ed è amica di colui che ama la Famiglia di Muhammad, allora se uno dei suoi piedi sta per scivolare a causa dell’eccesso di peccati, l’altro piede sarà saldo grazie all’amore della Famiglia del Profeta, perché in verità colui che ama la Famiglia del Profeta ritornerà in Paradiso e colui che li odia ritornerà nel fuoco dell’Inferno”.
Il numero “40” possiede qualche significato particolare?
E’ possibile che la visita di Jabir il 20 del mese di Safar fosse “casuale” o una “coincidenza” e che il numero quaranta non abbia alcun significato ed è ‘semplicemente’ perché egli raggiunse quel luogo il 20 di Safar che noi celebriamo questo giorno, o invece questo giorno possiede un’importanza spirituale, simbolica e gnostica?
Alcuni numeri possiedono infatti un significato spirituale, come possiamo vedere nel Corano e nelle Tradizioni, e troviamo che il numero quaranta è ripetuto in numerosi versetti del Sacro Corano:
“E quando stabilimmo con Mosè [un patto in] quaranta notti… e voi vi prendeste il Vitello e agiste da iniqui” (Sura al-Baqara, 51)
“Disse [Dio]: “Ebbene, questo paese sarà loro vietato per quarant’anni ed essi erreranno sulla terra. Non ti affliggere per un popolo di iniqui”.” (Sura al-Maida, 26)
“E fissammo per Mosè un termine di trenta notti, che completammo con altre dieci, affinché fosse raggiunto il termine di quaranta notti stabilito dal suo Signore. E Mosè disse a suo fratello Aronne: “Sostituiscimi alla guida del mio popolo, agisci bene e non seguire il sentiero dei corruttori”.” (Sura A’raaf, 142)
Inoltre esistono molte Tradizioni che menzionano il numero quaranta come le seguenti:
Il Messaggero di Dio (S) ha detto: “In verità la terra si lamenta per la morte di un credente per quaranta giorni”
L’Imam Muhammad al-Baqir (A) ha detto: “In verità il cielo si lamenta per la morte di al-Husayn per quaranta giorni”
L’Imam Jafar as-Sadiq (A) ha detto: “I cieli hanno pianto per quaranta giorni (lacrime di) sangue per l’Imam Husayn; la terra ha pianto per quaranta giorni, venendo coperta dall’oscurità; il sole ha pianto con quaranta giorni di eclissi e diventando rosso; le montagne sono state lacerate e disperse; i mari sono straripati e gli angeli hanno pianto per quaranta giorni su di lui. Dopo il martirio dell’Imam Husayn, tutte le nostre donne hanno cessato di tingere i loro capelli, usare kohl, applicare olio e pettinare i loro capelli finché la testa di Ubaydullah ibn Ziyad ci è stata inviata; e anche dopo noi abbiamo continuato a piangere per lui”.
In conclusione, tutti questi punti devono spingerci a comprendere che vi è “qualcosa” contenuto nella visita (ziyarat) a Karbala quaranta giorni dopo il tragico massacro dell’Imam Husayn (A), poiché il “quarantesimo” non è celebrato per nessun altro Imam o nessun altro Profeta; e forse, se Iddio ci dona la possibilità di recarci a Karbala nel 20 di Safar per offrire le nostre condoglianze e il nostro rispetto al Profeta ed alla sua nobile Famiglia per il supremo sacrificio offerto il 10 di Muharram dell’anno 61 dell’Egira, allora forse saremo in grado di beneficiare delle benedizioni spirituali contenute in questo viaggio celeste per raggiungere il nostro Amato.
Fonte: http://islamshia.org/origine-e-filosofia-dellarbain-dellimam-husayn-as/